venerdì 24 ottobre 2014

Intervista a Elena Magnani



Elena Magnani è nata a Genova dove ha studiato agrotecnica. Successivamente si è trasferita in Toscana, dove ora vive. 
"Lucifer la stella del mattino" è il suo romanzo d’esordio. 
A pochi mesi da questa pubblicazione, ha firmato un contratto con un’altra casa editrice, la Parallelo45 Edizioni, per il romanzo di narrativa contemporanea Il Quaderno di Eva.

Puoi seguire Elena Magnani scrittrice su Facebook:


Il libro: Lucifer la stella del mattino

Durante un’escursione, alcuni amici assistono alla drammatica morte di un membro del gruppo, Luisa. Alessandra, la sua migliore amica, nello scetticismo generale racconterà di avere visto una misteriosa “presenza” al suo fianco mentre tentava di salvarla. Quattro anni dopo, Alessandra e gli altri si ritrovano per ricordare quella morte. L’oscura “presenza” si ripresenterà ad Alessandra. Chi è l’essere che la tormenta? E, soprattutto, quale arcano passato nasconde la ragazza tanto da essere oggetto delle sue “attenzioni”? Qual è la sua vera natura? L’autrice ci regala una storia moderna e originale di Angeli e Demoni, che ci obbliga a scavare dentro il nostro animo per confrontarci con le ombre che spesso nascondono chi siamo davvero.  

CASA EDITRICE: Europa Edizioni  www.europaedizioni.it
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014
GENERE: urban fantasy
PAGINE: 268
PREZZO: cartaceo 15.90  e-book 5.49



Ordinabile in libreria, sul sito della casa editrice e su tutte le librerie online.




Conosciamo meglio l’autrice e la sua opera…


D: Benvenuta ad Autori Sul Web! Vuoi parlaci un po’ di te in generale?
R: Grazie a te per questa intervista. Da piccola volevo fare la veterinaria, la poliziotta, l’astronauta e mi pare anche la scrittrice, poi la mia vita ha preso un’altra piega. Le uniche costanti sono state l’amore per gli animali, la pittura e la scrittura. Ho sempre scritto, riletto, tenuto in un cassetto o buttato nel cestino. Fino ad un anno fa non avevo mai preso in considerazione la possibilità di pubblicare. Non credevo che sarei riuscita a trovare qualcuno disposto a puntare sulle mie storie. Poi un giorno, in cui probabilmente c’era una strana congiunzione astrale, ho cliccato sul computer “case editrici” ed eccomi qua, con due libri pubblicati in cinque mesi.

D: Trame, personaggi e ambientazioni. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Ho sempre fantasticato. Sin da piccola, per addormentarmi, immaginavo storie e piano piano queste storie sono diventati racconti e poi romanzi. Ho una memoria visiva, quindi descrivo ciò che vedo nella mia immaginazione. Per me è sempre stato semplice scrivere, come mangiare o respirare.

D: Quali generi, autori o situazioni ti hanno maggiormente influenzato?
R: Io leggo un po’ di tutto, mi stufo molto presto di un genere in particolare. Due libri che amo sono Novecento di Baricco e Eureka Street di McLiam Wilson. La mia passione per la scrittura non è venuta da nessun autore in particolare, oltretutto prima di scrivere Lucifer, non avevo mai letto il genere fantasy. Di solito, qualcosa che vedo o che sento mi colpisce e da lì inizia una storia, una nuova avventura.

D: Passiamo al tuo libro. Come è nata l’idea? Hai condotto delle ricerche per scriverlo?
R: Non ricordo esattamente il momento in cui l’idea mi è esplosa nella testa, ma sono sempre stata affascinata dal concetto del libero arbitrio e dalle molteplici testimonianze religiose e storiche della caduta degli Angeli sulla Terra. Ho dovuto condurre qualche ricerca sui Nefilim e sulla loro progenie, la razza dei serpenti. Ne parla persino la Bibbia, ma le testimonianze storiche sui Giganti, o Annunaki, o Jedi, sono molteplici. Ho creato la storia partendo da una base di conoscenze passate.

D: A chi ti ispiri quando crei i tuoi personaggi? Cosa provi per loro?
R: Quando creo i miei personaggi li invento di sana pianta. Non utilizzo mai persone che conosco. Nella mia testa emergono volti e caratteristiche particolari. So cosa farebbero e direbbero in qualsiasi situazione. Alcuni personaggi li odio, altri li amo e vorrei che fossero reali. In Lucifer ad esempio c’è Mario, è uno di quegli amici che vorresti uccidere la maggior parte delle volte, quello con cui ti scontri continuamente, ma nel momento del bisogno alla fine c’è, se pur in sordina.

D: Quando ti siedi a scrivere una storia, tracci prima una scaletta o segui piuttosto un’idea? 
R: Seguo un’idea, che può essere un colore, una parola, un’immagine rimasta impressa nella mia mente. Poi dopo le prime pagine, di solito, mi perdo e così prendo qualche appunto disordinato per dare un intreccio alla storia. Una scaletta vera e propria penso di non averla mai utilizzata. Mi appunto frasi, fotografie di scene, ma mai con un senso temporale. Però, non so come, alla fine le mie storie trovano una via e tutto si incastra a dovere.

D: Emozioni e considerazioni. C’è un messaggio che vuoi trasmettere al tuo pubblico?
R: La speranza. Penso che alla fine sia il filo conduttore di tutto quello che scrivo. In Lucifer, come nella vita di ognuno di noi, niente è mai completamente bianco o completamente nero. Il bene e il male si intersecano su linee impalpabili, e a volte non è facile capire da che parte stiamo. In ogni respiro, in ogni gesto, noi mettiamo in atto il libero arbitrio. A volte si vince, a volte si perde, ma ciò che non dobbiamo mai perdere è la speranza.

D: La tua opinione su e-book, social network e blog: strumenti utili o dispersivi?
R: Direi molto utili, i social network e i blog ci danno la possibilità di aprire davanti a noi un mondo di conoscenze e opportunità. Dispersivi solo se vengono utilizzati nella maniera sbagliata. L’unica nota dolente per chi come me ha puntato su due case editrici e su due libri cartacei, escluso l’e-book per Lucifer, è avere spazio e lettori.

D: Prossimi progetti, o lavori in fase di realizzazione?
R: Sono alle prese con un nuovo romanzo, argomento molto attuale ma visto da un’altra prospettiva, qualcosa che nessuno ha mai preso in considerazione. Una storia diversa, nuova. E poi mi segno appunti e appunti sul seguito di Lucifer, visto che tutti quelli che l’hanno letto, e sono riusciti a contattarmi, mi chiedono di continuarne la storia.