venerdì 6 giugno 2014

Intervista ad Alessio Gazzotti

Alessio nasce nell’estate dei Mondiali di Calcio del 1982, in un paese in provincia di Modena, città dove attualmente risiede. Studia in un istituto tecnico a indirizzo elettronico, poi si laurea in Giurisprudenza. Scopre però che fare l’avvocato non è la sua strada, e per il momento lavora come impiegato. Nel frattempo, tra le altre cose, soprattutto di notte, scrive.

“Fine dei Giochi” è la sua prima opera pubblicata.


http://areallynicetry.blogspot.it/


Il libro: Fine dei Giochi 


Le storie raccontate in “Fine dei Giochi” sono solo apparentemente slegate. L’antologia è un percorso, talvolta onirico, che ci accompagna dai sacrifici della Cultura celtica, sino all’agonia delle ultime ore di Vincent Van Gogh. Si rivive lo sbarco (in Normandia?) di un contingente miliare e si assiste al disastro provocato da scienziati schiavi delle proprie macchine. Passando dallo scontro che segnò la fine della Cavalleria per mano dei primi archibugieri spagnoli, a episodi di vita riconducibili alla quotidianità di tutti noi, in ogni occasione sarà possibile riconoscersi nei dubbi e nelle debolezze dei protagonisti. Tutti, alla fine, dovranno affrontare qualcosa che li soverchierà, arrivando alla… “Fine dei giochi”.
Terminato il libro, saremo obbligati, ancora una volta, a chiederci se siamo davvero artefici del nostro destino.

CASA EDITRICE: 0111 Edizioni http://www.0111edizioni.spruz.com/
ANNO DI PUBBLICAZIONE: (2014)
GENERE: Mainstream (anche se la copertina dichiara “Horror”)
PAGINE: 126
PREZZO: 13,70

http://www.labandadelbook.it/shop/product.php?id_product=642

 

Conosciamo meglio l’autore e la sua opera…

D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Vuoi parlaci un po’ di te in generale?
R: Grazie dell’ospitalità sul tuo sito! Diciamo subito che sono piuttosto riservato e che questo ovviamente contrasta con il voler pubblicare libri e cercare di diventare famoso, ma l’uomo in fondo è pieno di contraddizioni e gli stessi personaggi dei libri sono più belli se ne hanno.

D: Trame, personaggi e ambientazioni. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Diciamo che la scrittura in generale un po’ è a scopo terapeutico, un po’ per passatempo, un po’ per fuggire dalle mille tentazioni annichilenti quotidiane (voi sapete quali sono, non importa elencarle), un po’ per mettersi alla prova. Qualcosa tipo: “C’è gente più giovane di me che ha già pubblicato romanzi notevoli… E io?”

D: Quali generi, autori o situazioni ti hanno maggiormente influenzato?
R: Credo che tutto quello che si legge rimanga in maniera più o meno latente nella memoria di ciascuno. Certo, alcune cose impressionano di più e quindi è più naturale pensare ai propri autori preferiti nell’atto di scrivere. Il mio libro preferito al momento è "Infinite Jest" di Foster Wallace, ma credo sia meglio rapportarsi a qualcuno di più “umano” se si è alle prese con la propria opera prima.

D: Passiamo al tuo libro. Come è nata l’idea? Hai condotto delle ricerche per scriverlo?
R: Si tratta di una raccolta di racconti, e per alcuni di questi mi sono dovuto per forza documentare. Prima di scriverlo non sapevo cosa fosse una scitala. E scommetto nemmeno voi. Ecco, leggetelo e imparate qualcosa!

D: A chi ti ispiri quando crei i tuoi personaggi? E, soprattutto, che cosa provi per loro?
R: La tendenza è quella di ispirarsi alle persone che si vedono ogni giorno. Ma più che alle persone, ci si ispira ai loro modi di essere, ai loro tic, al loro modo di parlare. Lo scrittore deve essere osservatore. E credo che ogni autore provi per le proprie creature una sorta di affetto paterno…

D: Quando ti siedi a scrivere una storia, tracci prima una scaletta o segui piuttosto un’idea?
R: Ultimamente, purtroppo (ma forse non è un male), metto giù una scaletta di massima poi vado puntualmente fuori tema prendendo tangenti inaspettate. Poi mi areno, metto giù un’altra scaletta e da una storia di alieni schizofrenici arrivo a scrivere un romanzo rosa paranormale (o viceversa).

D: Emozioni e considerazioni. C’è un messaggio che vuoi trasmettere al tuo pubblico?
R: Non preoccupatevi e godetevi la vita, non solo se siete giovani, ma se lo siete vale di più. Non credo che traspaia dal mio ultimo libro, ma è quello che mi sento di dire.

D: Prossimi progetti, o lavori in fase di realizzazione?
R: Ora scriverò un romanzo, perché mi hanno detto tutti che i racconti hanno meno appeal! Devo ancora decidere come sviare dalla scaletta.