venerdì 9 maggio 2014

Intervista a Elena G. Santoro

Grande appassionata di ginnastica artistica, l’ha praticata in passato ma ora, sostiene, non ha più né il fisico né l’età. Ama cantare. Ha fatto parte di un grande coro di Torino, tra il 1992 e il 1997, i cui incassi erano devoluti alla Caritas. Studia inglese un po’ per piacere e un po’ per necessità lavorativa. Si diverte anche a cucinare e a creare ricette, soprattutto se si tratta di dolci, ma non chiedetele di bagnarvi le piante se andate in ferie. Il pollice verde non è una sua virtù!




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Il romanzo: L’occasione di una vita


Tre donne, tre occasioni per cambiare la propria vita. A Londra Futura rimane inaspettatamente incinta, ma Patrick inizialmente non è disposto ad accettare l’idea di diventare padre. Tra i due conviventi scende a lungo il gelo, finché il ragazzo, intenerito dall’ecografia del piccolo, decide di rivedere le proprie posizioni. Non fa in tempo però a manifestare le sue intenzioni che Futura perde il bambino e in conseguenza di ciò decide di allontanarsi, non essendosi sentita sufficientemente amata e capita durante la pur breve gestazione.
A Torino Massimo e Ljuda, sposati e con due bambini, si dividono tra lavori part-time e la gestione della Casa di Accoglienza, struttura che si occupa di ospitare donne vittime di violenza che tentano di rimettere insiemi i cocci della loro vita. Ljuda però non è felice, le pesa la perenne carenza di soldi e decide, senza il benestare del marito, di partecipare al Reality più famoso d’Italia, dove è stata scritturata come concorrente, per dare una svolta alla sua esistenza. Manuela, volontaria della Casa di Accoglienza, critica aspramente il modo in cui viene fatta beneficenza e pertanto decide di dare la sua impronta glamour alla gestione della Casa, suscitando le ire di un Massimo già sufficientemente provato dai suoi problemi familiari.


CASA EDITRICE: Lettere Animate
ANNO   : 2014
GENERE: Narrativa rosa

PAGINE: 197 (previsto)
PREZZO: 1,49 euro



Il libro è disponibile solo in formato ebook:


E adesso, le nostre domande…

D: Benvenuta ad Autori Sul Web! Per rompere il ghiaccio, vuoi parlarci un po’ di te come persona?
R: Sono nata a Torino nel 1975. Sono laureata in ingegneria e lavoro nell’industria automobilistica. Inoltre sono sposata e ho due bambini.
Mi piace conoscere gente che ha una cultura diversa dalla mia, così, tra l’altro, mi impratichisco con l’inglese. Ho amici in diverse nazioni del mondo.
Cerco, ogni volta che posso, di trovare il lato comico delle cose.
Il mio motto è quella frase dell’ape, che in teoria non potrebbe volare per motivi aerodinamici, ma ignara delle nozioni scientifiche non solo vola, ma fa anche il miele. Credo infatti che ignorare – volutamente - i propri limiti sia un modo per superarli. Non sono di natura ottimista, non mi aspetto la bontà del destino “Se qualcosa può andar male, indubbiamente lo farà”, ma intanto io vendo cara la pelle.
Mi piace la giustizia quando arriva per tutti, pertanto non la cerco solo per me. 
Ho una flemma infinita quando c’è da attendere ore dal dottore o quando c’è da fare mille manovre per infilare l’auto in un parcheggio strettissimo, ma non ho la pazienza di aspettare un evento che potrebbe non verificarsi.
Sono una persona versatile, mi piace cimentarmi in un po’ di tutto. Sono convinta che nella vita oltre al talento serva la tenacia.
Desiderare fortemente qualcosa è il primo passo per raggiungerla.

D: Bene, passiamo alla parte letteraria. Da dove nasce il tuo desiderio di raccontare attraverso la scrittura?
R: Scrivo da quando sono ragazzina, mi è sempre piaciuto creare mondi tutti miei in cui io potessi decidere il finale, in contrasto con quanto accadeva nella realtà. Ora, con qualche anno in più, mi piace poter rappresentare la realtà, parlare di problemi di attualità, pensare a come si può raccontare qualcosa e condividere pensieri e impressioni anche con gli altri, tentando di non dare mai giudizi, ma piuttosto di capire, di pormi le domande giuste e magari trovare qualche risposta. E poi mi piace immedesimarmi nella testa dei personaggi, nel loro modo di pensare e di sentire, e farmi sorprendere talvolta dal finale verso cui loro stessi mi conducono! In questo libro il tema trattato è particolarmente delicato.

D: Veniamo al romanzo. Come è nata l’idea?
R: Questo romanzo è stato scritto direttamente dopo il primo, dopo “Perché ne sono innamorata” e nasce dalla domanda: e ora che succede? Futura e Patrick sono andati a convivere a Londra, Ljuda e Massimo, la strana coppia, si sono sposati, e Manuela è tornata beatamente single e si dà al volontariato, ma sarà sempre rose e fiori per tutti? Ovviamente no! Ljuda, ex cattiva ragazza, si barcamena malamente tra pappe e pannolini dei due bimbi che ha messo al mondo, uno dietro l’altro. È giovane e non ha ancora tutte le risorse per essere una mogliettina modello tutta casa e famiglia. Futura e Patrick hanno trascorso due anni idilliaci, e insieme starebbero molto bene, ma ci pensa la vita a porre loro un intoppo bello grosso, una gravidanza non programmata di fronte alla quale reagiscono in maniera opposta. Lei è intenzionata a rimboccarsi le maniche e ad accettare la situazione minimizzando i danni, mentre lui non è affatto nell’ottica di farsi condizionare da quell’ostacolo indesiderato. Inoltre, attorno a lui ci sono delle muse (quali la bella Claire, invaghita di lui) che lo invogliano a guardarsi intorno e non rinunciare a ciò che si è costruito fino a quel momento. Quindi tra i due si crea una grossa frattura. E poi c’è Manuela che, nel tentativo di fare del bene, rischia di creare numerosi danni alla Casa di Accoglienza per donne in difficoltà nella quale presta servizio.

D: A chi consiglieresti di leggere il tuo romanzo?
R: Innanzitutto a chi legge ebook, perché il romanzo è solo in versione digitale. Per questo libro ho ricevuto tre proposte da tre editori e tutti mi proponevano un ebook. Alla fine ho pensato che fosse destino e ho accettato quella che ritenevo essere la migliore!
Detto ciò, il mio romanzo potrebbe piacere agli amanti dell’Irlanda, perché è lì che buona parte della narrazione è ambientata. Sì, perché Futura, ancora nel mezzo delle incomprensioni con Patrick, perde il bambino spontaneamente, e proprio nel momento in cui lui stava iniziando ad accettare l’idea e a farsi una ragione di quella paternità imprevista. Ma lei, che a quel punto non crede più alle sue buone intenzioni, parte con un suo amico per l’Irlanda, dove vuole solo dimenticare tutta l’amarezza e la sofferenza. Allora lui, nel tentativo di recuperare il loro rapporto, si troverà a inseguirla, letteralmente. Sarà l’inizio di un viaggio interiore, oltre che fisico, dove i protagonisti cercheranno di riavvicinarsi ricomponendo insieme il loro dolore. E, per gli amanti del romance, quale posto meglio dell’Irlanda per aiutare due innamorati a riaccendere la fiamma?
Ma questo libro, oltre alla vicende dolorosa legata all’aborto e alla sofferenza che ne deriva, contiene anche una vena ironica e, diciamo, agrodolce e un po’ paradossale. Da un canto c’è Ljuda che, per dare uno scossone alla sua vita piatta e stressante, decide di partecipare al Reality più Famoso d’Italia, contro il parere del marito che è un ex seminarista che non ha mai preso i voti ma che comunque rimane sempre un po’ bacchettone. In questo filone ho voluto fare il verso ai Reality, e denunciarne la crudeltà, il modo senza scrupoli di strumentalizzare i drammi privati pur di fare audience.
Infine c’è Manuela, desiderosa di aiutare le donne in difficoltà, che si improvvisa volontaria ma non riesce a rinunciare alla sua natura glamour e farà un mare di pasticci. Ma il suo approccio sarà necessario per sottolineare un concetto: la beneficenza non si fa con gli avanzi, come invece molto spesso avviene.

D: C’è qualcosa di autobiografico o di reale nel tuo romanzo?
R: Di autobiografico in senso stretto non c’è nulla. Aggiungo che non ho mai partecipato a un reality e non lo farò mai!
Due cose sono reali, però. La prima è l’Irlanda che descrivo, frutto di un tour che ho compiuto con mio marito alcuni anni fa. Fortunatamente il nostro viaggio era di puro piacere e il nostro stato d’animo non era quello distruttivo dei protagonisti Futura e Patrick. Ma l’Irlanda che racconto, con occhi turistici, è quella che ho visitato io, tappa per tappa (benché in ordine diverso, per motivi legati alla storia ho dovuto cambiare il percorso).
L’altra vicenda, ispirata al reale, è legata alla Casa di Accoglienza di Massimo, con le storie delle protagoniste come Maria e Nehzat. A Torino esiste davvero la casa degli Amici di Lazzaro che si occupa proprio di donne in difficoltà, di donne tolte dalla strada e/o con figli piccoli, di donne malmenate dai compagni. Gli avvenimenti che riporto (di Nehzat e Maria) non sono veri ma scritti sulla falsariga di fatti avvenuti. Questo sempre per rimarcare il mio impegno contro la violenza di genere.

D: Progetti in cantiere e previsioni per il futuro?
R: Per ora voglio promuovere i tre libri che ho pubblicato. Quando posso continuo a scrivere, è una dipendenza! E poi si vedrà…