venerdì 23 maggio 2014

Intervista a Diego Luci



Ricercatore, scrittore, illustratore, fotografo, Diego Luci non ama parlare troppo di sé. Ma chi lo conosce l'apprezza per una persona competente e scrupolosa, che riversa queste doti nel suo lavoro. 


Nel 2012 ha pubblicato “Ambrosio Aureliano, libro I”. 


www.diegoluci.it


Il romanzo: I Violatori del Blocco

1861: alla vigilia della Guerra Civile Americana, Patrick Coburn, ufficiale di Marina imbarcato sulla USS Iroquis, dovrà scegliere tra la fedeltà agli Stati Uniti e quella al suo Paese natio. A migliaia di miglia da casa, con pochi soldi in tasca e nessun amico su cui contare, verrà coinvolto in una tra le più spericolate operazioni navali di tutti i tempi: violare il blocco navale imposto da Lincoln ai porti del Sud. Da Livorno a Wilmington, passando per Populonia, Liverpool e le Isole Bermuda: partendo dalla ricerca di un antico tesoro nascosto alle brame del pirata turco Dragut, l’avventura si snoda attraverso numerosi viaggi per mare, su velieri di un’era ormai al tramonto e su pionieristiche navi a vapore. Una nutrita schiera di personaggi fa la sua apparizione: da Mary Read, affascinante e coraggiosa donna timoniera, al tenente italiano che s’innamorerà di lei; da un gentiluomo inglese, mente del gruppo, al medico fuggito dal manicomio, passando per molte altre figure fuori dal comune. La Beatrix, una nave agile e veloce, sarà la protagonista insieme al suo equipaggio: prima di giungere al finale a sorpresa, tutti lotteranno con abilità e, seppure tra mille peripezie, sapranno stringere rapporti di amicizia.

CASA EDITRICE: Youcanprint – www.youcanprint.it
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014
GENERE: romanzo storico d’avventura sui mari
PAGINE: 272
PREZZO: 14,90





Andiamo a conoscere meglio l’autore e la sua opera…

D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: Che dire? Ho trentotto anni, sono toscano (anzi, prima ancora, piombinese), laureato in politica internazionale, appassionato di storia, fotografia e grafica. Come tanti non ho un lavoro: ho tanto tempo libero e ne approfitto per scrivere.

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Più che passione per la scrittura la mia è una necessità di raccontare delle storie. In particolare ho iniziato a scrivere spinto dalla voglia di raccontare la storia di Ambrosio Aureliano e, se potrò, le altre storie dei secoli oscuri della Britannia, così come sono arrivato a ricostruirle dopo anni di studio.

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Ho iniziato scrivendo un romanzo storico, ma quando capita scrivo anche fiabe e racconti brevi dei generi più disparati: sono una buona palestra di scrittura. La lista degli autori che mi hanno influenzato è sterminata come le mie letture. Quelli che più amo, i migliori, sono quelli che non riuscirò mai a raggiungere, quindi non li cito per evitare imbarazzanti paragoni.

D: Passiamo al tuo libro. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: Da quando avevo dieci anni sono affascinato dalla Guerra Civile Americana, argomento negletto nei corsi di studi italiani. Quando mi sono iscritto a Scienze Politiche avevo ben chiaro l’obbiettivo di scrivere una tesi sull’argomento e avevo già accumulato tantissimo materiale.
Un giorno mentre leggevo tra le prime pagine di una raccolta di ordini della Marina degli Stati Uniti, trovai una lettera datata maggio 1861 che descriveva il rientro frettoloso delle navi americane dal Mediterraneo; in particolare una che si rifornì di carbone a Livorno. Qualche anno dopo ho deciso che poteva essere lo spunto di partenza per una storia interessante.

D: I personaggi che descrivi da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: Il disertore del Sud che fugge dalla sua nave a Livorno è stata l’idea che mi ha permesso di imbastire tutto il resto. Un’altra idea è stata quella di legare lo spunto al personaggio di un breve racconto che avevo già scritto, “L’uomo di Charleston”: Patrick Coburn che aveva già un abbozzo di caratterizzazione.
Il resto dei personaggi è nato alla bisogna e poi, come spesso capita, hanno vissuto di vita propria.
La ragazza dai capelli rossi ormai è quasi una costante nei miei libri, lascio a voi ogni elucubrazione in merito.
I personaggi, pur nelle loro inclinazioni e differenze, sono leali, intraprendenti e dotati di senso dell’umorismo; persone degne di stima.

D: Emozioni e considerazioni. Quale messaggio intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Per me il messaggio è semplice; mai arrendersi di fronte a difficoltà, imprevisti o crisi, perché non si sa mai cosa c’è dietro l’angolo e, male che vada, si può fare buon viso a cattivo gioco. Tuttavia credo che ciascun lettore sia libero di trarre le sue conclusioni in merito ai messaggi che ho voluto dare in questa storia; alcune saranno giuste, altre no ma il libro appartiene a chi lo legge tanto quanto a chi lo scrive.

D: Progetti in corso e previsioni per il futuro?
R: Per scrivere “I Violatori del Blocco” ho dovuto rubare un po’ di tempo alla stesura di “Ambrosio Aureliano, libro II”, che è il mio attuale cimento.
Sto setacciando la rete in cerca di materiale per una storia ambientata durante la rivoluzione irlandese del 1798 che dovrebbe intitolarsi “Al levarsi della luna”.
E per ora mi sembra che di carne al fuoco ce ne sia fin troppa.