sabato 2 novembre 2013

Intervista a Grazia Brambilla


Grazia Brambilla nasce a Seregno (MB) e risiede a Barlassina, piccolo paese della Brianza. Frequenta l’Istituto tecnico per il turismo e, data la sua passione per le arti figurative, decide di iscriversi a un corso parauniverisitario di comunicazioni visive. Ha vissuto a Cuba e frequentato l’Università di Ciutad de la Habana. Attualmente è responsabile di una agenzia viaggi a Meda. Nel 2012 pubblica con Montag edizioni il primo romanzo dal titolo: “Alata“. Nel settembre 2013 la poesia “Umani“, di cui è autrice, entra a far parte della raccolta “Poesie d’amore“, ediz. Penna d’Autore. Collabora con Mikero Art, creando “Arte e letteratura“ per le presentazioni del suo romanzo che in copertina riporta l’opera “Trama svelata” dell’artista seregnese Stefano Migliorini. 

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Il romanzo: Alata

Chiara è una protagonista che non dimenticherete. Non è come tutti di noi, è una creatura con un destino segnato che sembra volerle riservare solo brutte sorprese. Chiara è in lotta contro l’intera Volta Celeste, vittima di un’intima sofferenza, ma al suo fianco si schiera Binael, Ordinatore dell’Universo che la condurrà, passo dopo passo all’accettazione della sua vera e magnifica natura. Si susseguono, pagina dopo pagina, incontri tra personaggi differenti tra loro di cui viene appronfondito l’aspetto psicologico. Personaggi a cui Chiara è e non è particolarmente legata, ma che lasciano una impronta profonda nel suo modo di vedere la vita.





 

EDITORE: Montag Edizioni
ANNO : 2012
GENERE : Fantastico
PAGINE : 99
PREZZO : euro 15,00

Il libro è reperibile in formato cartaceo sui principali digital store, tramite il sito dell’autrice e ordinabile in tutte le librerie d’Italia.


E ora, le nostre domande... 

Benvenuta ad Autori Sul Web! Per rompere il ghiaccio, vuoi parlarci un po’ di te come persona?Partiamo già con una domanda difficilissima, direi. Mi ritengo una ragazza con moltissimi interessi, alcuni dei quali sono gli stessi dell’adolescenza ed altri, invece, cambiano in modo repentino. Questo accade perchè, purtroppo, sono una che si annoia facilmente. Amo la musica e l’arte. I vecchi film mi appassionano e sono capace di vedere lo stesso fino a impararne le battute a memoria. Viaggio molto sia per lavoro che per interesse personale.

Bene, passiamo alla parte letteraria. Da dove nasce il tuo desiderio di raccontare attraverso la scrittura?
Ho sempre pensato che la necessità di scrivere si abbia nel Dna e che non sia una scelta. Poi, decidere se tentare la pubblicazione o meno, è qualcosa che viene dopo. Nel mio caso è stato il desiderio di compiere un passo avanti che mi ha portata a cercare un editore e l’obbligo che mi ero imposta era di non pubblicare con contributo. O senza, o la storia che avevo scritto sarebbe rimasta dove era nata (sul mio pc) e io sarei stata l’unica a conoscerla.

Quali sono i generi o gli autori che più ti hanno influenzata?
La mia è una scrittura di “pancia“ che, per come la penso, non può essere influenzata. Prima di essere una autrice, sono una lettrice modello (qualsiasi libreria vorrebbe clienti come me – ride -) e posso dire che ho letto generi e autori diversi, molto diversi, ma che mai mi sono riconosciuta come stile in questi. So quasi a memoria pagine de “La nausea“ di Sartre, ho letto almeno sei volte “Genio e follia“ di Jaspers, i vari “Harry Potter“, una volta finiti in italiano li ho letti in inglese, sono rimasta molto colpita, qualche giorno fa dal modo di scrivere di Federico Roncoroni, ho molto apprezzato “il pane nudo“ di Choukri... insomma leggo e cerco di andare per la mia strada per quanto riguarda il mio modo di raccontare storie. Una cosa, però, la voglio dire. Tra tutti i libri che ho letto, mi sarebbe piaciuto aver scritto “Il signore degli anelli“ e “Dialoghi con Leucò“.

Veniamo al romanzo. Come è nata l’idea? L’incipit di “Alata“ è nato dopo aver visto un documentario su Bach. A quel tempo, ho frequentato alcune lezioni di un corso di scrittura creativa, tenuto dalla scrittore Cosimo Argentina. Bach, che amo molto, è stato la molla, diciamo. Il resto è venuto, pagina dopo pagina. Non avevo schemi da seguire nè una storia già in mente. Si è creato tutto nel momento stesso in cui scrivevo.

I tuoi personaggi da dove nascono? Che cosa provi per loro?
I personaggi di “Alata“ sono completamente inventati, ma per alcune caratteristiche possono assomigliare a categorie appartenenti alla quotidianità. Il sig. Bonaventura, ad esempio ricorda il vecchietto della porta accanto che vive solo... ma lui, pare, usi pentole magiche per cucinare! Il romanzo è difficilmente inquadrabile in un genere letterario, ma probabilmente definirlo “fantastico“, è la cosa che più si avvicina. Be’, direi che i personaggi sono amici fedeli che, a volte, mi mancano. Spesso, tramite loro, ho scoperto cose di me che nemmeno sapevo.

Emozioni e considerazioni. Che messaggio vuoi trasmettere al pubblico? L’emozione più grande, quella che ancora mi fa sfarfallare lo stomaco, è stata la mia prima intervista video. Non ero preparata perchè non ne ero stata informata, avevo la gola secca come se avessi ingoiato l’intero deserto del Sahara e mi sentivo completamente inadeguata. Alla fine è andata bene, ma le cose che non ti aspetti sono sempre le più emozionanti.
Penso che “Alata“, possa essere una storia che sappia trasmettere differenti messaggi. Non tocca a me dire quali, perchè sono sicura che ognuno saprà trovare quello che fa al caso proprio.

Progetti in cantiere e previsioni per il futuro? 

Ssssstttt... fa con il dito indice sulla bocca.