lunedì 14 ottobre 2013

Intervista a Stefano Veroux



Stefano Veroux ha 49 anni, sposato, tre figli, vive a Milano e si occupa da oltre vent’anni di comunicazione a favore di multinazionali, ministeri e enti. Esperto di relazioni pubbliche e ufficio stampa è specializzato in comunicazione pubblica, corporate, tematiche ambientali, politica, crisis management e marketing territoriale. Alcune descrizioni di luoghi e figure istituzionali presenti nel romanzo sono state ispirate da esperienze professionali dell’autore. 

https://www.facebook.com/pages/La-Rocca-delle-Ingrate/323052701130501


Il romanzo: La rocca delle ingrate (Trilogia)

Era Parravicini, dirigente della Polizia Postale di Milano, è alle prese con un insolito reato: su migliaia di conti correnti transitano ingenti cifre di danaro provenienti da tre conti cifrati esteri, somme che vengono subito dopo versate a beneficio di ONG e aziende No Profit sparse in tutto il mondo, senza che i sofisticati sistemi di sicurezza degli istituti bancari rilevino alcuna intrusione esterna o anomalia. La Rocca delle Ingrate è un isolotto inaccessibile di proprietà vaticana, popolata da una milizia armata composta esclusivamente da religiose, la compagnia femminile della Guardia Palatina. Le donne sono confinate in un quotidiano fuori dal tempo, dove convivono consuetudini medievali e cerimonie d’investitura. Con loro incontrerete esperti informatici del Cyber Command Statunitense e il Prefetto dei Sacri Palazzi Vaticani, mercenari serbi e docenti di storia medievale. Cosa mette in relazione fra loro personaggi così distanti?

CASA EDITRICE: Stefano Veroux https://www.facebook.com/stefano.vrx
ANNO : (2013)
GENERE: GIALLO
PAGINE: 272
PREZZO: 1,99 la versione ebook e 7,72 la copia cartacea

Il libro è reperibile sui principali digital store e su Amazon (in formato ebook e cartaceo) http://www.amazon.it/La-rocca-delle-ingrate-ebook/dp/B00DSTXOGW/



E adesso, le nostre domande…

D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Per rompere il ghiaccio, vuoi parlarci un po’ di te come persona?
R: Grazie a te per l’opportunità di farmi conoscere. Allora, sono un padre di famiglia, occhi azzurri, diversamente slanciato, ho il brutto vizio di mangiare due volte al giorno e  scrivo da sempre per conto terzi per motivi di lavoro. Sono un consulente di comunicazione istituzionale, quindi giocare con le parole scritte è un esercizio che mi viene abbastanza naturale.

D: Bene, passiamo alla parte letteraria. Da dove nasce il tuo desiderio di raccontare attraverso la scrittura?
R: Credo che sia un problema di natura senile. Alcuni miei coetanei hanno mollato il lavoro e hanno aperto un ristorante in Thailandia o hanno preso una barca a vela e fanno gli skipper in Grecia. Io sono pigro, e mi sono dedicato a una passione sedentaria ma, a mio parere, altrettanto entusiasmante.

D: Quali sono i generi o gli autori che più ti hanno influenzato?
R: In assoluto amo leggere e spaziare nei generi. Quindi è facile trovarmi in mano un libro giallo come un trattato di teologia. Nella stesura del romanzo sicuramente la lettura di romanzi storici e noir e una buona conoscenza delle dinamiche vaticane hanno fatto la loro parte.

D: Veniamo al romanzo. Come è nata l’idea?
R:Tutto nasce con lo Scudo fiscale del 2009. Da lì l’idea di un hacker “alla Robin Hood” che svuota i conti correnti nei paradisi fiscali per devolverli a ONG sparse per il mondo. Poi man mano che scrivevo è venuto fuori un secondo filone legato alla storia millenaria della Chiesa. Alla fine mi sono trovato un romanzo di oltre 700.000 battute.

D: I tuoi personaggi da dove nascono? Che cosa provi per loro?
R: La costruzione della personalità dei miei personaggi è stata l’attività più impegnativa e allo stesso tempo più eccitante. E’ stato bello vedere crescere i protagonisti capitolo dopo capitolo. Solo alla terza stesura ognuno di loro aveva una personalità ben descritta, definita e un lessico appropriato. Alla fine mi sono preso una vera e propria cotta per Era, la poliziotta, e il principe Ruggero è una persona verso la quale nutro un’immensa stima. Non sto bene, vero?
Inoltre, grazie al mio lavoro, sono un privilegiato: ho vissuto parecchi eventi di interesse nazionale dal backstage, quindi ho un personalissimo serraglio di pezzi grossi dal quale ho attinto per caratterizzare le mie creature più blasonate. Quindi politici, eminenze e alti funzionari presenti nel romanzo hanno movenze, linguaggio, vizi e virtù molto vicini alla realtà.

D: Emozioni e considerazioni. Che messaggio vuoi trasmettere al pubblico?
R: Nessun messaggi di carattere universale, la mia è una fiction. Però mi sono fissato un piccolo obiettivo con questo mio scritto: condividere l’amore per la storia e per il bello. Nel romanzo ci sono riferimenti storici meno noti, come la partecipazione di San Francesco alla IX crociata, la visione del Medio Evo siciliano, che è stato tutt’altro che cupo o gotico, e diversi riferimenti all’arte e all’architettura. Inoltre nella versione ebook è possibile, attraverso alcuni link, non solo accedere a pagine web di approfondimento, ma anche ascoltare i brani (due di Bach e uno di Sakamoto) descritti nel romanzo.

D: Progetti in cantiere e previsioni per il futuro?
R: Al momento due. Sto scrivendo tre racconti che spero di pubblicare entro dicembre, e credo che per giugno dovrei essere pronto con il secondo volume della trilogia. Previsioni non ne faccio. Sono già felice che qualche centinaio di persone in questi tre mesi abbia letto il romanzo.