mercoledì 9 ottobre 2013

Intervista a Elena G. Santoro



Grande appassionata di ginnastica artistica, l’ha praticata in passato ma ora, sostiene, non ha più né il fisico né l’età. Ama cantare. Ha fatto parte di un grande coro di Torino, tra il 1992 e il 1997, i cui incassi erano devoluti alla Caritas. Studia inglese un po’ per piacere e un po’ per necessità lavorativa. Si diverte anche a cucinare e a creare ricette, soprattutto se si tratta di dolci, ma non chiedetele di bagnarvi le piante se andate in ferie. Il pollice verde non è una sua virtù!




Il romanzo: Perché ne sono innamorata

Quanti modi ci sono per innamorarsi? E quanti per esprimere l'amore? Come inizia una storia che duri? La sognatrice Manuela, l'introversa e concreta Futura, la tenace Ljuda e la rassegnata Martina sono alle prese con un promesso sposo altrui e inaffidabile, un ragazzo affascinante ma affetto da una patologia genetica, un seminarista e un fidanzato arrogante e violento. Impareranno, a loro spese, a discernere le relazioni sane da quelle malate.

“Perché ne sono innamorata” è un romanzo quasi tutto al femminile e parla di innamoramento a vent’anni, innamoramento che può essere vissuto come attaccamento morboso, o come fenomeno che rischia di scombinare tutti i piani e scardinare le labili certezze messe insieme fino a quel momento e di gettare, nel bene o nel male, le basi per la vita adulta. Innamoramento che può aprire le porte ad un’avventura meravigliosa e inaspettata, oppure che può costringere a scelte impegnative, o, infine, che può condurre all’annullamento di sé e della propria dignità quando la controparte è un ragazzo violento, arrogante e prepotente.

“Perché ne sono innamorata” è la storia di un inizio, i protagonisti hanno appena intrapreso il loro cammino (e cresceranno, in romanzi successivi, che già esistono), - anche il “cattivo” è un cattivo al primo stadio, - ma già si intravede come tutti loro sceglieranno di vivere quando giustificano le loro azioni dicendo: “Lo faccio perché ne sono innamorato”.

CASA EDITRICE: Montag http://www.edizionimontag.com/shop/scheda.asp?id=379
ANNO : 2013
GENERE: narrativa
PAGINE: 144
PREZZO: 14 euro

Il libro è ordinabile in tutte le librerie e i digital store come IBS: http://www.ibs.it/code/9788897875598/genero-santoro-elena/perche-sono-innamorata.html


E adesso, le nostre domande…

D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Per rompere il ghiaccio, vuoi parlarci un po’ di te come persona? R: Sono nata a Torino nel 1975. Sono laureata in ingegneria e lavoro nell’industria automobilistica. Inoltre sono sposata e ho due bambini.
Mi piace conoscere gente che ha una cultura diversa dalla mia, così, tra l’altro, imparo meglio l’inglese. Ho amici in diverse nazioni del mondo.
Cerco, ogni volta che posso, di trovare il lato comico delle cose.
Il mio motto è quella frase dell’ape, che in teoria non potrebbe volare per motivi aerodinamici, ma ignara delle nozioni scientifiche non solo vola, ma fa anche il miele. Credo infatti che ignorare – volutamente - i propri limiti sia un modo per superarli. Non sono di natura ottimista, non mi aspetto la bontà del destino “Se qualcosa può andar male, indubbiamente lo farà”. Intanto, però, vendo cara la pelle.
Mi piace la giustizia quando arriva per tutti, non la cerco solo per me. Ho una flemma infinita quando c’è da attendere ore dal dottore o c’è da fare mille manovre per infilare l’auto in un parcheggio, ma non ho la pazienza di aspettare un evento che potrebbe non verificarsi.
Sono una persona versatile, mi piace cimentarmi in un po’ di tutto. Sono convinta che nella vita oltre al talento serva la tenacia. Desiderare fortemente qualcosa è il primo passo per raggiungerla.

D: Bene, passiamo alla parte letteraria. Da dove nasce il tuo desiderio di raccontare attraverso la scrittura?
R: Scrivo da quando sono ragazzina, mi è sempre piaciuto creare mondi tutti miei in cui potessi decidere il finale, in contrasto con quanto accadeva nella realtà. Ora, con qualche anno in più, mi piace poter rappresentare la realtà, parlare di problemi di attualità, pensare a come si può raccontare qualcosa e condividere pensieri e impressioni anche con gli altri, tentando di non dare mai giudizi, ma piuttosto di capire, di pormi le domande giuste e magari trovare qualche risposta. E poi mi piace immedesimarmi nella testa dei personaggi, nel loro modo di pensare e di sentire, e farmi sorprendere talvolta dal finale verso cui loro stessi mi conducono!

D: Quali sono i generi o gli autori che più ti hanno influenzata?
R: Amo in particolar modo i libri che trattano temi reali, dunque prediligo narrativa moderna e tra i miei autori preferiti ci sono Perissinotto, Piperno, Mazzucco, Mazzantini e anche qualche straniero tipo Tropper, Olasfdottir e Holt. Quest’ultima, per esempio, scrive polizieschi un po’ noir. Non impazzisco per i gialli in sé, ma per i problemi che questi vogliono narrare, usando come espediente un evento grave di cui le dinamiche sono da chiarire. Amo anche il fantasy, ma solo se metafora di qualcosa. E, naturalmente, ultimi ma non ultimi, ci sono i libri che raccontano i sentimenti, i dubbi, le paure di tutti noi, che sono viaggi interiori che finiscono solo quando si è giunti alla meta. Se poi il tutto è filtrato da una vena ironica, - e in questo Piperno e Tropper, che fanno ridere e piangere contemporaneamente, sono dei maestri, - a volte è meglio ancora.

D: Veniamo al romanzo. Come è nata l’idea?
R: Ho scritto questo libro durante la seconda gravidanza. Alcuni piccoli problemi ad essa legati mi costringevano a letto, e allora mi sono trovata di fronte a due alternative: o deprimermi pensando che le cose potessero andare male, oppure evadere con la fantasia. Ho scelto la seconda strada e non me ne sono mai pentita. Inoltre, in quel periodo, ero delusa dalle storie d’amore proposte come modello da certe serie televisive. Avevo voglia di una storia d’amore pulito e così ho creato questo intreccio, dove la divisione tra relazioni sentimentali sane e malate viene delineata man mano.

D: I tuoi personaggi da dove nascono? Che cosa provi per loro?
R: I miei personaggi per me sono parte della famiglia, nel senso che a forza di immedesimarmi nelle loro vite, alla fine li frequento parecchio e arrivo a conoscerli molto bene! Essi possono nascere in molti modi, ogni tanto hanno il volto di qualcuno che conosco per davvero, ma poi si discostano dall’ispirazione iniziale e prendono una loro strada. A volte nascono per caso e sono funzionali alla storia, ma poi si arricchiscono una pagina dopo l’altra.

D: Emozioni e considerazioni. Che messaggio vuoi trasmettere al pubblico?
R: Spero innanzitutto di trasmettere lo struggimento che ho provato io nel vivere la stessa avventura mentre la stavo scrivendo. Una storia non nasce solo perché decisa a tavolino, ma è l’espressione di uno struggimento dell’anima che vuole uscire in qualche modo. Quindi vorrei che i miei lettori gustassero l’idea di un amore tenero e puro, che nasce con la speranza di durare a lungo. E, senza nessuna presunzione, vorrei sensibilizzare anche le ragazze più giovani e farle familiarizzare con tutti i “Giulio” che millantano chissaché, ma che, al dunque, hanno l’unico obiettivo di soddisfare il proprio ego e la propria smania di prevaricare, e che si sentono potenti se umiliano una donna.

D: Progetti in cantiere e previsioni per il futuro?
R: Be', intanto vorrei farmi conoscere un po’ e far parlare del mio primo libro! E poi riuscire a pubblicare anche i capitoli successivi. In generale, comunque, spero di aver sempre il tempo e il modo di scrivere. Di idee ne ho molte.