mercoledì 11 settembre 2013

Intervista a Simone Giovagnoli (R.C. Hammers)



Simone Giovagnoli, giovane scrittore sammarinese, pubblica il suo primo romanzo “L’ultimo vampiro”, nel 2013, sotto lo pseudonimo R.C. Hammers. La passione per il fantasy e la fantascienza vede le sue radici nella prima infanzia ma l’intenzione di alimentarle con una propria opera originale nasce solo dopo diversi studi di fisica e informatica – per quanto riguarda la fantascienza – e di storia e letteratura – per quanto concerne il fantasy.

Simone Giovagnoli scrive frequentemente sul proprio blog www.rchammers.it e sul sito di videogiochi www.recensopoli.it.


Il romanzo:  L’ultimo vampiro  

Discendenti diretti dell’inventore della “Lama di Ruthner”, Simon e Jeremy, ancora ragazzini, vengono iniziati dal padre al mestiere di ammazza vampiri. La morte del genitore legherà le loro vite a quelle delle creature della notte, nel tentativo di portare a compimento il grande progetto di eliminare tutti i vampiri. La loro missione terminerà in maniera imprevedibile e drammatica, trasportando i protagonisti in un posto al di là del tempo e dello spazio, tra misticismo e fantascienza, alla scoperta di qualcosa di molto più grande di loro.

CASA EDITRICE: 0111Edizioni http://www.0111edizioni.spruz.com/
ANNO: 2013
GENERE: Collana LaNera
PAGINE: 174
PREZZO: 15,00€


Il libro è ordinabile in tutte le librerie, subito disponibile su www.ibs.it o http://www.labandadelbook.it e acquistabile in formato eBook su Apple Store


E ora, le nostre domande…

D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: Grazie per l’opportunità. Mi chiamo Simone Giovagnoli e abito a San Marino la più antica Repubblica del mondo, un paese dove in soli 62 kmq si passa dai più moderni palazzi tecnologici ad un centro storico medievale che è patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Probabilmente, in piccola parte, il mio interesse verso il fantasy e la fantascienza deriva dall’ambiente che ogni giorno mi circonda.

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: A scuola il “tema d’italiano” era indubbiamente il compito in classe che meno mi impensieriva. La sfida stava principalmente sul come raccontare la propria storia: quali parole usare, quale stile. Scrivere è qualcosa che mi risulta semplice, piacevole e (quasi sempre) gratificante.

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Le mie letture preferite sono saggi, manuali e libri storici. Tendenzialmente prediligo letture sulla fisica, sul misticismo, sulle religioni e sul paranormale – temi che hanno in comune molto più di quel che appare. Ho letto anche molti romanzi - spesso solo come puro intrattenimento, altre volte come esercizio di stile queneauiano - ma, purtroppo, temo che anche il migliore dei romanzi non possa essere in grado di trasmetterti la stessa quantità di informazioni che un manuale ben scritto riesce a fare.

D: Passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: L’idea nasce per gioco. Un giorno mi son detto “voglio scrivere qualcosa su un tema di cui non so assolutamente nulla”. Di vampiri non sapevo nulla, e ancora non era scoppiata la moda dei vampiri “stracciamutande” imposta dal fenomeno Twilight. Ho cominciato a documentarmi partendo dalle origini, godendomi romanzi, film, documentari e videogiochi incentrati sui “succhiasangue”. L’aggiunta di fantascienza nel racconto, visto il mio background, non poteva essere evitata.

D: I personaggi che ritrai da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: Nel romanzo i protagonisti si chiamano Simon e Jeremy, nomi che richiamano facilmente me e mio fratello. Tuttavia ogni personaggio ha origini variegate, a metà tra il mio vissuto e quello di persone o personaggi che ho conosciuto nel tempo.

D: Emozioni e considerazioni. Quale messaggio intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Vorrei poter dire di aver inventato qualcosa di nuovo o di aver proposto una storia nuova, ma questo sta al lettore deciderlo. Quello che ho scritto, nelle parti dove meglio riuscivo, ha origini archetipiche, quindi nasce dal basso e credo che nella sua semplicità abbia raggiunto il proprio obiettivo a livello comunicativo.

D: Progetti in corso e previsioni per il futuro?
R: Ci sono molte idee per un seguito, e altrettante per un racconto fantasy più classico, ma ne riparleremo quando avrò tra le mani qualcosa di concreto. Per adesso continuo a considerare la scrittura una passione. Temo che se diventasse un lavoro, non sarebbe più così divertente.