lunedì 16 settembre 2013

Intervista a Salvo Andrea Figura



Nato nel '51 a Palazzolo Acreide in provincia di Siracusa, Salvo Figura è medico anestesista rianimatore. Ha pubblicato: "Eravamo Corinzi: Storia romanzata della fondazione di Akrai" per "La Biblioteca di Babele", e “Pubblicità subliminale”, insieme a "Storia della Scoperta della D(h)emocrazia" e, per Delos Book, tre racconti nelle antologie "365 racconti horror per un anno"  "365 racconti per la fine del mondo" e “365 Storie d’amore”. Ha collaborato con la rivista Writers Magazine Italia e con i giornali "Ondaiblea.it", "Rosebud.com", "Il Corriere degli Iblei" e "Il Dialogo". Selezionato al concorso Giallo Mondadori-Radio24 con il racconto "Asparago siculo" (Gennaio 2013) e sempre per i Gialli Mondadori (3077) "La neve di Piazza del Campo". Premiato al XXX e XXXI Premio Lilt di Parma per Medici scrittori, e al Premio Nazionale di narrativa AlberoAndronico di Roma IV e V edizione. Selezionato per l’Antologia “Terre di confine - Medici senza frontiere”. È stato selezionatore in pregiuria al “XXXIX Premio Gran Giallo Città di Cattolica 2012”.

http://www.legofemi.blogspot.com




Il romanzo: Eravamo Corinzi


Come Roma ebbe in Romolo la sua leggenda di fondazione, e Cartagine in Didone (“Ti darò una terra che sia compresa dentro la pelle di un toro… e lei tagliò quella pelle in striscioline così sottili che creò migliaia di metri quadrati di terra), così, circa dieci anni fa mi piacque immaginare per il mio paese natale, Palazzolo Acreide, antica e gloriosa Akrai, una delle pochissime città a possedere un teatro greco, mi piacque immaginare, dicevo, una leggenda di fondazione. E così come nessuno storico metterebbe la mano sul fuoco sulla fondazione reale di Roma, anch’io “gioco” sull’equivoco dell’ecista che parte da Corinto per dar vita a una cittadina gloriosa che resiste dal 664 a.C. al 212 (epoca della presa di Siracusa da parte di Roma), in piena e totale autonomia. Perché così fatte erano le colonie greche. Figlie adorate e poi autonome e spesso ribelli. E perché la fonda? Per dare un futuro migliore ai propri figli, in una Patria affamata di cereali e per seminare colture e pensieri, al ritmo dei giochi di Olimpia, in un panorama mozzafiato.


CASA EDITRICE: La Biblioteca di Babele - Ragusa www.labibliotecadibabele.net
ANNO : 2005
GENERE: Storico
PAGINE: 71
PREZZO: 5€


Il libro è ordinabile presso l'editore.


E ora, le nostre domande…

D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: Certo che mi va, te l’ho chiesto di proposito. No… non per pubblicizzarmi. Va be’ dai, chi mi conosce sa che sono modesto anche se non riesco a scrollarmi di dosso due immagini: quella del polemico e quella del narciso. Non so come siano nate, o meglio, lo so ma non riesco a venirne fuori. Non sono polemico nel senso negativo del termine, sono testardo e se ritengo che un'idea sia giusta la difendo fino alla dimostrazione del contrario. In tal caso però chiedo scusa, rivedo l'idea e tutto finisce lì. Insomma la dialettica e la vis polemica non mi mancano. Del resto ho sangue Corinzio nelle vene. Il mio paese di nascita è Palazzolo Acreide, come avete letto, 664 a.C. antica Akrai. Si sa quanto i greci (di cui amo perdutamente la storia antica) fossero filosofi, sofisti e gran chiacchieroni. Sul narcisismo, “accusa” rivoltami da qualcuno… a chi non piace essere pubblicato e nominato? E allora facciamo il paio con la vis polemica: chi non difende le proprie idee? Se chi si interfaccia con me parte da questi principi, cadono le nomee e i preconcetti.

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Nasce con me. A scuola dicevano che ero bravo in Italiano e per un siciliano è già una conquista. Perché? Perché la nostra lingua (non dialetto) tende a farci sbagliare i congiuntivi, il futuro (che non esiste) e tutta una sintassi mezzo latina, mezzo greca con costruzione arcaica. Il verbo da noi va alla fine del periodo… ma sarebbe troppo lungo parlarne. Scrivo però “sul serio” da circa otto anni, con la mia “Eravamo Corinzi” opera prima di una lunga serie di racconti (90) più o meno lunghi e due antologie nel cassetto: due raccolte romanzate di episodi reali dei miei 35 anni di medico anestesista rianimatore. In realtà le ho auto pubblicate su lulu.com ma come dice Franco Forte, le auto pubblicazioni non fanno testo nella biografia, perciò non ne faccio pubblicità. Non le rinnego; idee e stile sono buoni, ma la tecnica…

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Tantissimi e di tutti i generi letterari, poesia compresa. Adoro Leopardi, Cardarelli, D’Annunzio e poi Omero, sì proprio lui, anche in versione greca (per alcuni passi), e poi Buzzati, poco Calvino, meno Eco, moltissimo Valerio Massimo Manfredi (sopra tutti), ora che lo conosco, anche Franco Forte… Insomma, come i bombi cerco di suggere di fiore in fiore il meglio. E poi A.C. Clarke, Dick e tutta la SF, con un autore italiano che adoro: Luca Masali. Posso citare anche te? Scrivi benissimo e spesso cerco di catturare qualche tuo passaggio.

D: Passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: Per quello in preparazione, come per l’altro che spero rientri nei selezionati di Franco Forte per affiancarsi a Romanzieri storici (mi riferisco al contest della WMI “Nel segno dell’Untore) le idee vengono come i fiori o le piante selvatiche. Vola un seme partito chissà da dove (Platone diceva dall’iperuranio) e si impianta nel mio cervello, e non va via finchè non ho almeno preso un mini appunto dell’idea. Poi lo sviluppo è lavoro di grande fatica. Ho studiato a fondo la storia greca antica, dalla nascita alla caduta sotto Roma. Ma questo, fin dal Liceo e tra l’altro vivo in un’isola che i “suoi” greci li ha avuti, eccome! Ora porto avanti ricerche storiche sulla Roma e la Palestina del periodo che va dal 30 d.C. in poi e anche per il romanzo su Pilato e sulla Sicilia del 1548 per lo storico romanzato francofortiano.
Ho scomodato ogni biblioteca fosse a portata di internet, per avere copie, prestiti interbibliotecari e quant’altro. Ho scomodato l’Archivio segreto del Vaticano (trovando una collaborazione straordinaria), l'IGM (Istituto geografico militare) per avere delle mappe del territorio siciliano del 1600 e devo dire che ho trovato davvero tutto quello che mi occorreva. Anche gli archivi Arcivescovili che sono fonti inesauribili di notizie storico-popolari e casualmente mi sono imbattuto nella registrazione di un decesso “spontaneo” del 1776 che non mi ha convinto affatto. Per me è un omicidio.

D: I personaggi che ritrai da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: Ho cercato, cerco e cercherò di mettere a frutto gli insegnamenti di Vincenzo Vizzini, mio primo insegnante di scrittura e di Franco Forte. I personaggi nascono dal nome! Nel primo Giallo “Asparago siculo” il personaggio di Minicu ‘u ruossu nacque dalla mia sicilianità, usa ad accostare al nome o al suo diminutivo, una caratteristica fisica che poi lo marchia. Nascono dall’osservazione quotidiana, dal mio background professionale e perciò si crea empatia tra me e loro. Vivono di vita propria! E quando al corso mi si diceva che sono dei personaggi vivi, non pensavo potesse essere vero. Invece…
E comunque cerco sempre di calarmi nell’epoca e nei loro pensieri. Ecco perché eviterò in futuro di portare avanti più progetti insieme, perché entrare in un’epoca e scriverne e poi uscire per entrare un un’altra è davvero faticoso.

D: Emozioni e considerazioni. Quale messaggio intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Le emozioni che provo quando scrivo. Anche la mia perenne insoddisfazione. Voglio dire che non sono un perfezionista, ma la mia insoddisfazione parte dalle mille cose che avrei voluto fare nella vita e non ne ho avuto il tempo e ho solo questa vita. Non lancio messaggi, non credo di essere la persona giusta, cerco solo di far capire, io per primo, che stiamo distruggendo un mondo che non è della nostra generazione ma di quelle che verranno e se ci malediranno, avranno ragione da vendere. Questo sì che spesso viene fuori in alcuni miei racconti.

D: Progetti in corso e previsioni per il futuro?
R: Scrivere! Ho smesso di lavorare come Medico e la scrittura è la mia seconda vita e la seconda giovinezza. Profondo in essa tutte le mie energie e dunque mi propongo di scrivere finché avrò lucidità; finché mister Alzheimer o qualche suo compagnetto di merenda mi lasceranno in pace e poi nella prossima vita vedremo cosa riuscirò a fare. Il pianista, sogno mai realizzato, il pittore, il guardiano di un faro nei mari del Nord! Dico davvero…