venerdì 6 settembre 2013

Intervista ad Alain Voudì



Ha iniziato a pubblicare narrativa solo da un paio d’anni, ma i suoi racconti hanno già ottenuto discreti riconoscimenti: due suoi noir sono apparsi in appendice ai Gialli Mondadori nel 2012, e un terzo, trasmesso su Radio 24 nel corso della trasmissione Giallo 24, è poi stato incluso nella raccolta omonima edita da Mondadori.
Tra gli altri riconoscimenti, un suo racconto è stato finalista nel 2012 al Premio Stella Doppia di Urania, un altro ha vinto la prima edizione del concorso Tessisogni e un terzo è stato segnalato al Premio Robot.
Altri suoi racconti si possono trovare in numerose antologie, tra le quali 365 Racconti Horror, 365 Racconti sulla fine del mondo e 365 Storie d’amore di Delos Books, oltre che sulle riviste Robot, Writers Magazine Italia, Delos Science Fiction Magazine e nelle raccolte Il Cerchio Capovolto (I Sognatori, 2011 e 2012).

Tra un racconto e l’altro, qualche volta si ricorda di lavorare.


Il romanzo:  L’orco (primo episodio della serie “Vita da orchi”)

Prendete un orco ben stagionato (uno sui duecento anni dovrebbe andar bene), avendo cura di sceglierlo sadico e poco di buono, e unitelo a una fatina molto giovane, molto inesperta, molto vergine e molto, molto astemia.
Sistemateli in una movimentata festa universitaria e aggiungete una grossa coppa di punch adeguatamente corretto.
Mescolate con cura, ma senza agitare.
Trasferite la coppietta a casa di lui.
Godetevi lo spettacolo.
Ma, per carità, non sottovalutate il vero potere delle fatine.







CASA EDITRICE: Lite Editions http://www.lite-editions.com/passion.php

ANNO   : 2013
GENERE: Fantasy, Erotico
PAGINE : 60 (20.000 parole)
PREZZO: 1,99 euro





E ora, le nostre domande…

D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: No.
Okay, okay, scherzavo! Certo, parlare di me richiede innanzitutto definire chi è il “me” a cui ti riferisci. Se intendi “Alain Voudì”, nasce qualche anno fa come personaggio di un racconto, ma acquista presto vita, esce dalla storia in cui era confinato e inizia a scrivere per il pubblico, fino a raggiungere più gente di quanta il suo autore abbia mai visto in una volta sola (se si esclude un unico concerto rock, durante il quale era comunque molto più interessato alle ragazze tra il pubblico che ai musicisti sul palco).
Se invece intendevi il suo autore, allora vale la risposta iniziale.

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Be’, essendo nato come personaggio letterario, direi che ce l’ho nel sangue, che ne dici? Certo, dev’essere anche una questione genetica, visto che il mio autore legge da oltre quarant’anni, e possiede una biblioteca che compromette la stabilità dello stabile (gioco di parole voluto).
A parte questo, scrivere è una forma di terapia, e costa molto meno di un terapeuta. E ti diverti anche molto di più.

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Aspetta, prendo il Dizionario Ultracompleto della Letteratura Universale e sono subito da te. Eccomi. Dunque, iniziamo: Aaron Aalto...
Va bene, va bene: resto serio, ma faccio rispondere al mio autore (lui legge, io scrivo. All’inizio funzionava al contrario, ma va molto meglio così, credimi).
Direi che la massima influenza sul mio stile è venuta dai paesi latini, e in special modo dal sudamerica: Borges e Marquez, prima di tutti. Poi Saramago. Eco. Calvino. Buzzati. Allende. Devo continuare?
Altri grossi debiti li ho con la cultura americana: Allen ed Hemingway in prima linea, seguiti da Melville, Twain e troppi altri perché possa ricordarli tutti.
E un posticino speciale nel mio cuore di lettore è dedicato ad A. C. Clarke, per avermi ispirato una luminosa carriera nell’informatica. Tutti i miei computer si sono chiamati, si chiamano, e si chiameranno sempre HAL, finché ne avrò uno.

D: Passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: Innanzitutto, è inesatto chiamarlo “romanzo”: si tratta di una serie di romanzi brevi (o racconti lunghi), che compongono un quadro più vasto fatto di una trama orizzontale e svariate trame verticali che la intersecano.
“L’orco”, che è il primo episodio della serie, presenta i due protagonisti principali della vicenda e la storia del loro incontro (più precisamente, uno scontro).
L’idea era quella di tratteggiare un mondo vasto e complesso, ma di farlo trasparire solo in minima parte in questo primo episodio, demandandone la descrizione alle prossime puntate. Diciamo che in questo pilot mi interessava di più esplorare i caratteri e le storie pregresse dei protagonisti.
Riguardo alle ricerche... be’, confesserò che, essendo la prima volta che mi veniva richiesta una storia dichiaratamente erotica, avrei voluto documentarmi di più. Purtroppo, tutte le fatine a cui l’ho proposto mi hanno preso a sberle, e una ha minacciato perfino di dirlo al suo orco. Ho fatto quello che ho potuto, insomma. La letteratura può essere un lavoro sporco, alle volte, ma qualcuno deve pur farlo.

D: I personaggi che ritrai da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: Come sarebbe, da dove nascono? Dalle loro uova, come tutti i Sidhe: e da dove altro? Non lo sapevi che le fatine fanno le uova?
Come dicevo, i personaggi di questo primo episodio sono sostanzialmente due, e più diversi tra loro non potrebbero essere. Inutile dire che il loro scontro è destinato a fare scintille... e stavolta lo dico in senso letterale. Come puoi non innamorartene, quindi?
Solo, sta’ attento a te: non sono compagni di letto coi quali dormire sonni tranquilli. Per onestà, c’è anche da ammettere che da svegli ci si diverte molto di più, con quei due. Porta con te dei cerotti, però.

D: Emozioni e considerazioni. Quale messaggio intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Lo scopo, a parte fare un sacco di soldi (da dare in beneficienza, come sempre: che avevi capito?), è di mostrare che perfino il fantasy e l’erotico possono parlare del lettore. Il rapporto che si sviluppa tra i due loschi figuri è violento e conflittuale, certo, ma è anche molto sentito e a tratti perfino commovente; e questo, in fondo, ricapitola tutti i rapporti tra uomo e donna, per quanto sbagliati possano diventare talvolta; propone inoltre l’idea che, dove c’è il sentimento, perfino gli errori possono acquisire a volte la forza di un legame.
Purtroppo, ci sono errori che lasciano più cicatrici di altri.

D: Progetti in corso e previsioni per il futuro?
R: Uh, progetti! Tanti. A brevissimo dovrebbe uscire il mio prossimo ebook, “Indipendenza violata” per La Mela Avvelenata; subito a seguire, ci sarà un altro progetto seriale nel quale sono stato coinvolto. Non ne posso ancora svelare il contenuto, ma penso farà presto parlare di sé. Poi avrò da divertirmi coi seguiti; e vorrei anche cercare di pubblicare un romanzo vero e proprio, prima o poi. Al mio autore piacendo.