martedì 9 luglio 2013

Intervista a Salvatore Scarciglia



Salvatore Scarciglia nasce a Torino nel lontano 1972 da genitori emigrati al nord in cerca di lavoro. Madre sarta e padre operaio, riesce a lauearsi nel capoluogo piemontese in discipline scientifiche. Il cuore lo porta poi a Pavia dove risiede per alcuni anni.
Nel giugno 2002, all’età di trent’anni, Salvatore sposa la ragazza che ha sempre amato e con lei si trasferisce a Milano dove, nel dicembre 2003, diventa padre di due fantastici bambini.
Dalla primavera del 2005 risiede in provincia di Milano dove vive con la propria famiglia. Qui Salvatore fa il papà, lavora, legge e, nelle notti insonni, prova a mettere nero su bianco i propri pensieri nella speranza che qualcuno, leggendoli, riesca a capire di lui più di quanto egli stesso non voglia ammettere.

Sito web dell’autore : http://www.sscarciglia.it/


Il romanzo: Le verità altrui


Il protagonista di questa storia è un uomo condannato alla verità. Un passato angosciante lo ha traumatizzato al punto da renderlo speciale, dolorosamente unico. Un individuo che vive l'intimità dei propri incubi e che si trova costretto a fare i conti con il mondo che lo circonda e le sue richieste. Un essere che, inspiegabilmente, conosce le risposte a tutte le domande che gli vengono poste e che paga fisicamente le verità nascoste. Una storia di dolore, di rivelazioni e di amore. 
Alla fine, l'unica domanda che ci spaventa è: siamo pronti per la verità?



CASA EDITRICE: 0111 Edizioni http://www.0111edizioni.spruz.com/
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
GENERE: thriller
PAGINE: 132
PREZZO: 14,00 €

Dal 23 luglio chi intende acquistare il libro può farlo dal sito www.labandadelbook.it. In alternativa, i libri possono essere acquistati su IBS, Unilibro, Bol, o in qualunque libreria nazionale (eventualmente su ordinazione)


E ora, le nostre domande…


D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: Grazie dell'accoglienza e dell'opportunità che offri a chi, come me, ha davvero poche occasioni per far conoscere il proprio lavoro, anche se per ora si tratta solo di una grande passione. Devo ammettere che fino alla prima adolescenza non sono stato un gran lettore, anzi per diversi motivi non mi appassionavano neanche i fumetti. La svolta che ha segnato culturalmente tutta la mia vita c'è stata alle scuole superiori quando un'insegnante di italiano, un po' fuori dagli schemi e contro corrente, mi ha cortesemente obbligato a leggere Hemingway, Rousseau e Pasolini, letture sicuramente non facili ma di grande impatto formativo. Da quel momento non ho più smesso di leggere e se ho scoperto e divorato autori come Dostojevski, Proust, Celine e Miller lo devo ancora a quell'insegnante testarda e illusa che vedeva nei suoi studenti fertili orticelli in cui piantare semi di saggezza.

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: La passione per la scrittura è come l'allergia. Tutti siamo allergici a qualcosa ma la malattia non si manifesta finchè non incontriamo il fattore scatenante. Scrivere è, per me, la naturale conseguenza del leggere. Mi affascinano quegli autori che sanno scavare le intimità più profonde dell'uomo, che ne sanno descrivere le paure e le debolezze, coinvolgendo il lettore in emozioni forti e intense. In generale sono attirato dagli esseri umani e dalle loro incoerenze. 

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: E' difficile identificare un genere o un singolo autore come fonte d'ispirazione, anche se devo ammettere che tra tutti quelli che hanno scandito la mia crescita culturale il narratore di Raskolinkov rappresenta per me un punto di riferimento assoluto. Comunque, indipendenemente dal genere cui appartengono, adoro gli autori brillanti, ottimisticamente cinici e sinceri, ovvero quelli che stimolano la creatività del lettore con argomentazioni pungenti e mai scontate. In definitiva amo l'intelligenza umana in ogni sua forma.

D: Passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: L'idea di base è semplice e quindi complicata da stendere. Nasce da situazioni reali che ognuno di noi vive quotidianamente nel rapporto con gli altri e si concentra sul concetto di verità. La verità come strumento di rivelazione assoluto ma anche di dolore. Quante volte infatti ci capita di “aggiustare” la verità magari per nostro tornaconto o per non urtare i sentimenti di chi ci ascolta. Non si tratta di menzogna completa, ma di parziale verità, che alla fine rappresentano però la stessa faccia di una falsa moneta. L'ambiguità potrebbe scomparire solo se ognuno di noi fosse obbligato a raccontare la sua verità, che deve essere la verità di tutti, assoluta, senza filtri né inganni. E' quello che succede al protagonista del romanzo, che ha questo dono ma anche la dannazione di non poterlo controllare, a patto di subirne indicibili dolori fisici.

D: I personaggi che ritrai da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: I miei personaggi sono figli della storia, non la creano ma la subiscono. Sono il frutto dei miei incubi e come tali non posso che amarli dal primo all'ultimo. Vivono in lotta prima di tutto con se stessi, e ignorano il fatto di andare tutti lentamente nella stessa direzione. In ognuno di loro c'è una parte di me e una parte di ciò che io non vorrei essere o diventare.

D: Emozioni e considerazioni. Quale messaggio intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Prima di tutto mi piacerebbe avere un pubblico, anche se poi a pensarci bene non saprei con precisione che messaggio trasferirgli. Ho sempre detestato quegli autori che usano le proprie opere per trasmettere esplicitamente lezioni di vita, aforismi che restino impressi nella mente del lettore come insegnamenti assoluti. Detesto i maestri ma stimo gli educatori. Non ho niente da insegnare a nessuno, mi piacerebbe solo che qualcuno leggesse le mie storie e me le raccontasse dal suo punto di vista. Ho l'ambizione che un giorno i miei figli, leggendo tra le righe dei miei romanzi, capiscano qualcosa di me che non sono stato in grado di trasmettergli direttamente.

D: Progetti in corso e previsioni per il futuro?
R: Progetti per il futuro? Scrivere, leggere, fare il papà, osservare le persone che mi circondano, ascoltarle, contemplare i momenti irripetibili della mia vita, ricordare, essere ottimista, prendere appunti e poi ancora scrivere, leggere e fare il papà.