martedì 18 giugno 2013

Intervista a Vincenzo Pagano


Vincenzo Pagano nasce a Ribera nel 1967. Esordisce nel 2010 con il romanzo esoterico Albedo e Rubedo. Nel 2012 presenta una raccolta di poesie con il titolo Reami di luce, alcune poesie della raccolta sono state pubblicate dalla rivista letteraria Inchiostro nella sezione, Versi Diversi.

La taverna del cervo è il suo secondo romanzo.




Il romanzo: La taverna del cervo 

“Può darsi, caro lettore, sarai tentato di credere che le cose raccontate in questo libro, a proposito della stanza della palingenesi, siano solo frutto della mia fantasia. Niente può essere più lontano dalla verità. Quello che mi accingo a raccontarti è la storia di Vincenzo Valsesia e della sua intuizione. Sono sicuro che il lettore attento saprà coglierne il valore.” Questa è la premessa della storia, che comincia a Torino agli inizi del '900 e si dipana fino ai  nostri giorni.

È la storia di Vincenzo Valsesia e della sua intuizione. Un’intuizione che darà la possibilità, tramite la scoperta di un segreto antico, di un domani diverso. Un domani dove l’umanità potrà vivere per tempi inimmaginabili, così da consentire un’evoluzione vera. 



CASA EDITRICE: Createspace (Amazon)
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
GENERE: Storico/fantasy
PAGINE: 232
PREZZO: Euro 7,21- Ebook Euro 0,89
 
 


E ora, le nostre domande…

D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: Ciao, e grazie per avermi ospitato sul tuo Blog. Sono una persona molto curiosa e quindi fin da ragazzo ho sempre letto molto. Ero particolarmente attratto dal mistero e dalla spiritualità, fu in quel periodo che mi imbattei in un libricino dal titolo “Siddhartha”. A parte la storia, rimasi colpito dalla bravura dell'autore e quindi dopo una piccola ricerca, decisi di leggere tutti i suoi scritti. A volte, mentre leggevo i romanzi di Herman Hesse, mi sorprendevo a sorridere o ad essere particolarmente in apprensione per la sorte di un personaggio; poi pensavo “Caspita, quest'uomo è morto da anni, eppure mi sta facendo sorridere adesso” ci vedevo una sorta d'immortalità in quello scambio di emozioni fra generazioni lontane. La mia curiosità mi spinse a leggere anche autori poco ortodossi, come Fulcanelli, Cornelio Agrippa, Cagliostro e Paracelso.    

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Sono convinto che la passione per la scrittura sia direttamente proporzionale all'amore  per la lettura, non credo che esista l'Adamo letterario, penso che ogni scrittore abbia un debito di riconoscenza verso tutti quelli che l'hanno preceduto. 

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Amo particolarmente i gialli e i romanzi storici, i miei autori preferiti sono: Paulo Coelho, Carlos Ruiz Zafòn, Arturo Pérez-Reverte, Raymond Chandler, Giulio Verne, Wilbur Smith, e naturalmente Herman Hesse.

D: Passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: L'idea nasce dalla necessità di divulgare una mia intuizione, che nel romanzo attribuisco a Vincenzo Valsesia e cioè che in passato, alcuni uomini, fossero venuti a conoscenza di una “tecnica” per allungare di molto la durata della vita umana. L'apice di questa tecnica la raggiunsero gli egiziani (con la costruzione della Piramide di Cheope) ma in molti siti sparsi sulla Terra si ha testimonianza di questa pratica. Sono stato in Scozia, dove ho avuto la possibilità di osservare  da vicino i famosi “cerchi di pietra”  e ho avuto la fortuna, abitando a Torino, di fare numerose visite al Museo egizio. Mi sono documentato su innumerevoli costruzioni con una non ben definita utilità pratica (in genere queste costruzioni vengono etichettata come rituali o religiose) scoprendo che in realtà la funzione era sempre la stessa, e cioè preservare quello che vi si trova all'interno dall'invecchiamento. Molto è stato scritto e detto sulla Camera del Re (Lo Zed) all'interno della Grande Piramide, perfino che fosse un'antenna cosmica, capace di entrare in risonanza nel giorno dell'apocalisse. In realtà Lo Zed, era stato costruito solo per conservare le spoglie mortali del faraone il più a lungo possibile. Naturalmente le mie erano solo ipotesi, non potevo provare scientificamente le mie deduzioni ( in quanto hanno origine da conoscenze esoteriche), ma avevo abbastanza materiale per imbastire la trama di un romanzo. Inoltre, siccome si tratta di un romanzo storico, ho dovuto documentarmi su gli usi e i costumi della Torino degli inizi del '900.        

D: I personaggi che ritrai da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: Per me i personaggi nascono in funzione della storia, e hanno già una loro personalità. Per il Valsesia provo ammirazione. Per Marco Cravera, simpatia. Per il Signor Stefano Ghigo, rispetto (data la sua veneranda età di centodieci anni) ma per capire cosa intendo dovrete leggere il libro. 

D: Emozioni e considerazioni. Quale messaggio intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: I messaggi sono due, uno fa riferimento a ciò che dicevo prima e cioè che l'atmosfera terrestre ci protegge dalle radiazione penetranti che ci arrivano dallo spazio e dal Sole, ma non abbastanza. Recentemente il progetto per portare l'uomo su Marte ha subito una battuta d'arresto. Gli scienziati dicono che nel viaggio e nella permanenza sul pianeta gli astronauti andrebbero incontro a vari problemi di salute ( Tumori, problemi alle articolazioni, cardiaci, demenza... praticamente una specie d'invecchiamento accelerato) dovuto all'incidenza dei raggi cosmici e del vento solare. Fatte le debite proporzioni... L'altro messaggio è quello dell'amicizia fra i due protagonisti, un'amicizia che travalica le loro differenze, sociali e anagrafiche.
   
D: Progetti in corso e previsioni per il futuro?
R: Progetti? Sì, uno... Costruire la stanza della palingenesi. ;-)