sabato 20 aprile 2013

Intervista a Rita Carla Francesca Monticelli



Traduttrice tecnico-scientifica e letteraria, e biologa ex-ricercatrice universitaria, Rita Carla Francesca Monticelli scrive da sempre, ma più recentemente, dal 2009, si sta dedicando in particolare alla narrativa. Autrice indipendente di tre ebook, studia già da qualche anno l'interessante mondo del self-publishing d'oltreoceano e cerca di capire come applicarlo alla realtà italiana.
Nel marzo 2012 ha pubblicato “La morte è soltanto il principio”, romanzo fantasy di argomento egiziano, ispirato al film “La Mummia”.
Attualmente sta scrivendo il romanzo a puntate “Deserto rosso”. Il primo episodio "Punto di non ritorno" è stato pubblicato il 7 giugno 2012. Il secondo "Abitanti di Marte" è uscito il 27 novembre 2012. Il terzo episodio "Deserto rosso - Nemico invisibile" uscirà il 30 aprile 2013.

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Il romanzo: Deserto rosso (romanzo in quattro puntate)


Sono passati 30 anni dalla missione di esplorazione di Marte "Hera", il cui equipaggio è morto in circostanze misteriose. Questo fallimento e tutte le problematiche politiche da esso generate hanno rallentato la NASA nella sua corsa alla conquista dello spazio, ma adesso i tempi sono maturi per una nuova missione chiamata "Isis". Questa volta i cinque membri dell'equipaggio non viaggeranno per oltre 400 milioni di chilometri solo per una breve visita, ma saranno destinati a diventare i primi colonizzatori del pianeta rosso. Tra loro c'è l'esobiologa svedese Anna Persson, approdata a questa avventura nella speranza di iniziare una nuova vita lontana dalla Terra.
Marte avrà però in serbo per lei un’incredibile scoperta, chiave di un mistero nascosto nelle profondità di Valles Marineris.

CASA EDITRICE: Rita Carla Francesca Monticelli (autrice indipendente)
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012-2013
GENERE: fantascienza
PAGINE: su Kindle 69 per il primo episodio “Punto di non ritorno”, 163 per il secondo “Abitanti di Marte”, gli altri devono ancora uscire.
PREZZO: a partire da 76 centesimi a episodio

“Deserto rosso” è disponibile su: Amazon, Kobo, inMondadori, iTunes, Google Play e Smashwords, a partire da 76 centesimi di euro a puntata.

I titoli delle puntate:
”Deserto rosso - Punto di non ritorno” (episodio 1)
”Deserto rosso - Abitanti di Marte” (episodio 2)
”Deserto rosso - Nemico invisibile” (episodio 3, in uscita il 30 aprile 2013)
Il titolo della puntata finale non è ancora stato rivelato.

Qui trovate i link alle singole puntate: http://www.anakina.net/pubblicazioni.html


E adesso, le nostre domande…

D: Felice approdo ad Autori Sul Web! Per cominciare, ti va di parlaci un po’ di te e dei tuoi principali interessi?
R: Ciao e, prima di tutto, grazie per l’ospitalità! Iniziamo dalle cose più importanti: sono sarda e vivo a Cagliari. Sono una traduttrice freelance, web designer e autrice indipendente, con un passato da ricercatrice e assistente universitaria nel campo dell’ecologia (sono una biologa). Mi occupo anche occasionalmente di management e promozione musicale. Per qualche anno mi sono dedicata in maniera più assidua a quest’ultima attività, ma ho deciso di metterla un po’ da parte per concentrarmi di più sulla scrittura.
Adoro leggere, andare ai concerti rock, a volte anche jazz, e a teatro (tutte le forme di teatro), ma sono soprattutto un’appassionata di cinema. Sono molto curiosa e mi piace viaggiare per espandere i miei orizzonti. Sono affascinata da tutto ciò di bello che si trova in questo pianeta e al di fuori di esso.
Seguo il calcio e sono una grandissima tifosa del Cagliari (abbonata allo stadio da 18 anni, quando ci fanno entrare!).
Che altro dire? Ah, sì, sono una fan di Star Wars e della fantascienza in generale, e ho una mia rubrica nel podcast italiano Fantascientificast.it, dedicato a questo genere. Adesso fermami, altrimenti continuo a parlare delle cose che mi piacciono e non la finiamo più!

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: È nata come corollario del mio amore per il cinema. Sin da giovanissima mi piaceva inventare storie, ma i miei primi approcci alla scrittura li ho avuti da adolescente con le sceneggiature. All’inizio si trattava di piccoli script, che mi divertivo a girare con degli amici, successivamente ho studiato un po’ la tecnica e ho scritto dei lungometraggi. Il passaggio alla narrativa è avvenuto attraverso la fan fiction (il mio primo ebook “La morte è soltanto il principio” rientra in questo genere ed è di conseguenza gratuito), ma ho iniziato a scrivere del materiale originale solo più recentemente, intorno al 2009, quando mi sono cimentata nel mio primo romanzo di fantascienza, “L’isola di Gaia” (ho completato la prima stesura nel 2011), che poi non è stato il primo a essere pubblicato, ma comunque uscirà l’anno prossimo.
Da allora non è passato tantissimo eppure mi sembra un secolo, visto che nel frattempo ho scritto altri quattro libri (le tre puntate di “Deserto rosso” e un thriller, anch’esso previsto per il 2014).
Posso dire che il mio avvicinarmi alla scrittura è nato come un’esigenza per trasformare in qualcosa di “reale” le storie che avevo in testa ed è poi diventato un modo per vivere altre vite, diverse dalla mia. Quest’ultimo aspetto è talmente radicato nella mia mente che talvolta le emozioni vissute tramite i miei personaggi superano di intensità quelle generate nella mia vita reale.
E così sto scrivendo un romanzo ambientato su Marte, perché voglio sapere cosa si prova a trovarsi sul pianeta rosso, senza doverci andare.

D: Uhm... interessante. Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Difficile da dire. Leggo davvero di tutto e da sempre. Ho iniziato a leggere fantascienza solo abbastanza di recente, perché il mio interesse per questo genere coinvolgeva altri ambiti, quali cinema e TV. Ed è da questo background che mi ritrovo più o meno intenzionalmente ad attingere nell’inventare le mie storie, a cui si stanno aggiungendo diversi libri che ho letto negli ultimi anni, tra i quali alcuni del maestro della sci-fi britannica contemporanea Peter F. Hamilton.
Altro grande maestro che di sicuro mi ha influenzato è Michael Crichton. Nelle mie storie di fantascienza c’è una notevole componente hard sci-fi, quindi tecnologica, e come Crichton mi diverto a inserire qua e là informazioni scientifiche. Mi piace molto quella sensazione che si prova quando si finisce di leggere certi libri e ci si rende conto di avere anche imparato qualcosa. La mia ambizione è far provare lo stesso a quella parte dei miei lettori che cercano anche questo in un romanzo, ma allo stesso tempo senza scontentare gli altri che invece preferiscono concentrarsi sullo svolgersi degli eventi oppure immedesimarsi nei personaggi.
Le mie storie, però, hanno tutte anche un cuore di suspense e un’anima thriller, con un pizzico (si fa per dire) di cattiveria. In questo ultimo aspetto temo ci sia lo zampino di Thomas Harris, che mi ha mostrato col suo Dr. Lecter come si possa stare tranquillamente dalla parte di un cattivo e addirittura approvare le sue azioni più efferate. In altre parole mi ha permesso di capire come nella narrativa, quindi nella finzione, sia possibile esprimere la soggettività del concetto di bene e male, che in fondo esiste nella mente delle persone reali, ma che il più delle volte, per fortuna, rimane solo un pensiero. Nella narrativa si possono liberare i personaggi dalle catene dei sensi di colpa, del timore delle conseguenze, poiché queste ultime sono controllate dall’autore, e far fare loro qualsiasi cosa, riuscendo anche, se si giocano bene le proprie carte, ad avere l’approvazione del lettore.

D: E ora occupiamoci del romanzo che proponi. Da dove scaturisce l’idea? Hai dovuto svolgere ricerche particolari?
R: L’idea di scrivere “Deserto rosso” è nata dal lancio della missione del rover Curiosity della NASA avvenuta nel novembre 2011 e la concomitante lettura del romanzo “First Landing” di Robert Zubrin, fondatore della Mars Society. Sono sempre stata molto curiosa e affascinata dal pianeta rosso, tant’è che su quel rover, dentro un chip, c’è pure il mio nome, insieme a quello di tantissime altre persone in tutto il mondo, che hanno deciso di registrarlo sul sito del Jet Propulsion Laboratory nel 2009.
Successivamente ho letto anche “The Case For Mars” sempre di Zubrin, che è forse il saggio più completo sullo stato dell’arte delle nostre conoscenze su Marte, su come arrivarci, colonizzarlo e addirittura terraformarlo.
Quindi non sono partita da un’idea e poi ho fatto delle ricerche. Al contrario l’idea di scrivere una storia è nata da queste letture, che mi hanno insegnato la gran parte delle cose che so su questo pianeta e sulla possibilità di colonizzarlo.
All’inizio, però, non volevo neppure scrivere un romanzo. Venivo dalla lunga e travagliata (per carenza di tempo e anche di stimoli) prima stesura de “L’isola di Gaia” e volevo cimentarmi in qualcosa di più breve per sperimentare l’arrivo in Italia di Kindle Direct Publishing. E così volevo scrivere un racconto, che poi si è trasformato in una novella ed è finito per diventare un romanzo a puntate, che nel suo insieme supererà le 200 mila parole. Come al solito non riesco a controllarmi!
Tutto è nato da un’immagine che si è formata nella mia testa. C’era un astronauta (non sapevo se fosse un uomo o una donna) che vagava da solo nel deserto marziano in un rover pressurizzato desideroso di conoscere di più di questo pianeta bello e letale. Mi chiedevo dove stesse andando, perché fosse solo, quando le sue riserve d’aria e acqua sarebbero finite. Stava forse sacrificando se stesso per andare laddove nessuno era mai stato?
Da questa idea è nata la storia di Anna Persson, l’esobiologa svedese, membro dell’equipaggio della missione di colonizzazione marziana Isis, che una mattina di nascosto fugge dalla stazione abitativa e si addentra in questo deserto rosso.

D: Sempre più interessante. I personaggi che hai creato da dove nascono? Che sentimenti provi per loro? 

R: I miei personaggi nascono da una strana miscela fra le mie esperienze, quelle di altre persone che in qualche modo ho incrociato nella mia vita e quelle fittizie di tantissimi personaggi che ho conosciuto come fruitrice di storie altrui. Ognuno di loro ha una genesi casuale, molto legata al momento in cui li ho creati. Spesso nell’immaginarli mi rifaccio a volti di attori o loro personaggi, che poi plasmo e adatto a quella che è la mia visione. In alcuni casi, soprattutto in quelli principali, ne esce fuori un qualcosa di così complesso da apparire nella mia mente del tutto reale. E questi personaggi diventano miei amici e allo stesso tempo parte di me. Va a finire che li amo come se fossero persone reali, perché nella mia testa loro lo sono. Nonostante questo con un certo sadismo mi diverto a renderli controversi e imperfetti, e allo stesso tempo a gettarli nelle situazioni più difficili che riesco a immaginare, per vedere come se la cavano, ma sempre con occhio attento e amorevole. Mi rendo conto che molti di loro, se fossero reali, non li sopporterei affatto, ma in questo caso il bello sta proprio qui: creare il tipo di persona che odieresti e averne il totale controllo! Anche se poi in qualche modo questo controllo non è totale. I personaggi, ogni scrittore lo sa, tendono a sempre a fare di testa loro e piegare le tue intenzioni, spingendo la storia in direzioni del tutto inattese.

D: Emozioni e considerazioni. Cosa hai voluto trasmettere al tuo pubblico?  

R: Nei miei romanzi non vi è certo una morale di fondo. Scrivo per divertirmi e per divertire. Nel farlo, in “Deserto rosso” (e non solo), come dicevo prima, voglio da una parte far provare ai miei lettori l’emozione di trovarsi su Marte e allo stesso tempo catapultarli nel complesso mondo di un personaggio imperfetto, che ha un concetto tutto particolare di bene e di male, che viene ancora più acuito dal fatto di trovarsi lontano dalla società e dalle sue convenzioni. Su Marte l’equipaggio dell’Isis è solo, nel vero senso della parola. Esistono delle regole, ma non un sistema che possa farle rispettare. Inoltre è in costante pericolo di vita e si trova ad affrontare situazioni del tutto impreviste. In questo contesto i personaggi finiscono per tirare fuori il peggio di sé, il proprio lato oscuro, consapevoli che niente è veramente in grado di impedire loro di fare ciò che vogliono, a parte la morte inflitta dallo stesso Marte o, forse, dagli altri personaggi. Di fronte a una situazione del genere nascono alleanze improbabili, l’amore può trasformarsi in odio e vendetta, ma allo stesso tempo certi pregiudizi strettamente legati al proprio background culturale terrestre perdono di significato, mettendo a nudo l’io vero dei personaggi e permettendo loro di crescere, forse migliorare, ma soprattutto cambiare. Come dice uno dei personaggi nel terzo episodio “Nemico invisibile” a proposito di come Marte li ha cambiati: “Nessuno di noi due è più la stessa persona che era sulla Terra.”

D: Lo chiedo a tutti: cosa ti piacerebbe fare da grande? Qualche progetto per il futuro?
R: Purtroppo sono già grande (così dicono i miei documenti d’identità!), comunque sia ciò che voglio è continuare la strada che ho intrapreso. Adesso (il 30 aprile) pubblico la terza puntata di “Deserto rosso” ed entro settembre uscirà la puntata finale, che devo ancora scrivere. Entro l’anno voglio riproporre l’intera serie in un unico volume, anche in formato cartaceo, poi inizierò la traduzione in inglese, per proporlo al più presto (spero entro il 2014) sul mercato anglofono. Nel frattempo ho altri due romanzi in progress. De “L’isola di Gaia” sto curando l’editing e sarà il prossimo a uscire una volta finito con “Deserto rosso”, fra un annetto circa. È un romanzo di fantascienza inserito nella stessa timeline, alcuni decenni nel futuro. Non è un vero e proprio sequel (anche perché l’ho scritto prima), perché ha dei protagonisti diversi, ma ha dei legami con esso. Sempre all’interno della stessa timeline sto progettando due altri romanzi: “Ophir”, ancora ambientato su Marte, che si inserisce a metà strada tra i due precedenti, e “Aurora”, il sequel de “L’isola di Gaia”, che riunirà i tre filoni degli altri romanzi e si svolgerà tutto nello spazio.
Inoltre ho scritto un thriller, intitolato “Il mentore”, che intendo pubblicare nella seconda metà del 2014, e attualmente sto curando la traduzione di un romanzo di fantascienza dall’autore britannico Richard J. Galloway, intitolato “Amantarra”, che uscirà in Italia il prossimo autunno.
Ho infine in progetto, tra le varie cose, un altro romanzo di fantascienza, che niente ha a che vedere con “Deserto rosso”, e che sarà intitolato “Sangue”.
Per il resto si vedrà, ma credo che per il momento sia abbastanza, no?


Cavolo, quanta roba! Non so davvero come tu riesca a fare tutto. Di fronte a tanta determinazione e preparazione scientifica, non posso che augurarti un meritato successo. E poi, non si sa mai... Marte potrebbe riservarci davvero qualche sorpresa!