giovedì 25 aprile 2013

Intervista a Marisa Saccon



Come autrice ha all’attivo oltre 150 pubblicazioni di racconti e articoli su riviste di narrativa e periodici femminili nazionali.
 
Nel 2011 la casa editrice Butterfly Edizioni pubblica il suo romanzo “Le Streghe di Dominique”.
È appassionata di scrittura, medicina, psicologia, fotografia, grafica.

Il suo motto? "Non sono specializzata in nulla. Perché cammina cammina, ho capito che vivere in fondo è più facile di quello che sembra."

www.marisasaccon.it


Il romanzo: Le streghe di Dominique

Rue Dominique, un quartiere della Marsiglia anni '60, lo spaccato urbano di un'Europa che ha la guerra alle spalle e il fermento vitale delle nuove generazioni che crescono e si affacciano al mondo. Un mondo che è una strada, un campetto da calcio improvvisato, un gruppetto di ragazzi e ragazze che cominciano a sperimentare l'ebbrezza nuova, l'intensità conflittuale, il sapore forte di passioni e sentimenti.
La quotidianità rassicurante di rue Dominique sembra improvvisamente scossa da un evento imprevisto, affascinante per alcuni, inquietante per altri: l'arrivo di Estebanah, la ragazza venuta da lontano, colei che saprà ammaliare come le fate e sedurre come le streghe. Estebanah, provata precocemente dal dramma dell'esistere ma forse proprio per questo determinata e trasparente, sarà il controaltare e l'antagonista involontaria della bellissima "strega" Rachele, la regina indiscussa del quartiere.
La sua comparsa farà impennare le dinamiche cristallizzate del gruppo di rue Dominque che non sarà più la stessa strada, così come non sarà più lo stesso, nessuno dei personaggi che si susseguiranno -individualmente e coralmente- in questo romanzo. Per ciascuno la sfida sarà il difficile e drammatico cammino verso la maturità, verso l'individuazione di una identità e di un posto nel mondo. Un percorso dilemmatico individuale ed universale che, così come accade nella realtà, per alcuni sarà una "scelta criminale".

CASA EDITRICE: Butterfly Edizioni  http://www.butterfly-edizioni.com/
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2011

GENERE: Romanzo di formazione, psicologico, noir
PAGINE: 276

PREZZO: 14,50 €

Il libro è reperibile presso la casa editrice Butterfly Edizioni, e in molte librerie di tutta Italia. È disponibile anche su IBS, Amazon e altre piattaforme di vendita online.

 
 

E adesso, le nostre domande…

D: Felice approdo ad Autori Sul Web! Per rompere il ghiaccio, ti va di parlaci un po’ di te e dei tuoi interessi?
R: Grazie ad Autori Sul Web per avermi ospitata. I miei interessi sono tanti ma non ho il tempo per coltivarli e il bello è che ogni giorno ne scopro sempre uno di nuovo. Se avessi tempo e mezzi, probabilmente ti farei una lista di hobby e interessi da coltivare, lunga da Venezia a Palermo.
Comunque, oltre alla scrittura e alla lettura, sono appassionata di medicina, psicologia, storia, fotografia, grafica, sono interessata alle tematiche sociali, soprattutto a quelle che riguardano la scuola italiana.

D: Veniamo alla scrittura. Come nasce la tua passione narrativa?
R: Sinceramente non so quando sia nata la mia passione narrativa. Forse è nata con me. Sono sempre stata attratta dalla carta stampata e ogni pezzo di giornale o pagina di libro, mi attirava e mi incuriosiva. Sin da piccola ero affamata, leggevo di tutto, anche gli ingredienti sulla scatola della pasta.
Un giorno, per recuperare un pezzo di giornale che giaceva tra l’erba, sul bordo di un fossato, sono scivolata e sono caduta dentro il canale pieno di acqua.
Per me i libri, rappresentavano una sorta di scrigno magico, aprirli significava entrare in un mondo magico e incantato, in un’altra dimensione.

D: Quali sono i generi letterari o gli autori che più ti hanno influenzato?
R: Kafka e John Steinbeck sono stati gli autori che più mi hanno influenzato.
Generi letterari… non saprei. Di solito amo leggere libri di psicologia, di medicina, di filosofia.

D: E ora addentriamoci nel processo creativo del tuo romanzo. Da dove nasce l’idea?
R: L’idea nasce nel 1984, per caso. Ero in macchina e mentre alla radio ascoltavo per la prima volta una canzone dei Queen, all’improvviso si è snodata dentro la mia testa la pellicola di un film.
Volevo semplicemente raccontare una storia di quartiere con le dinamiche che io, figlia degli anni ’60, conosco molto bene.
Gli scrittori, sai, vivono e lavorano con il loro mondo immaginario. Raccontano le emozioni che hanno provato, le persone che hanno incontrato, il mondo che non vogliono e il mondo che vorrebbero. Ecco, io ho fatto esattamente questo.

D: I personaggi che hai ritratto da dove scaturiscono? Che sentimenti provi per loro?
R: I personaggi rappresentano persone che ho conosciuto, persone che vorrei conoscere, persone che non vorrei mai incontrare. Uno scrittore immagina il suo mondo da raccontare, crea dei personaggi, li caratterizza, poi piano piano questi personaggi prendono corpo, prendono vita e alla fine fanno quel cavolo che vogliono e tu li devi solo assecondare.
Alcuni di questi li ho amati tantissimo, altri li ho detestati, altri mi sono rimasti nel cuore. Un po’ come avviene nella vita con le persone che incontri, che conosci, che dimentichi, che ti mancheranno, che non rivedrai più ma che resteranno per sempre dentro te.

D: Sensazioni e riflessioni. Che cosa hai voluto comunicare al tuo pubblico?
R: Le Streghe di Dominique è un romanzo di formazione per la presenza protagonistica di ragazzi/giovani. Ho voluto raccontare la storia di un gruppo di ragazzi della periferia Marsigliese, li ho accompagnati nel loro processo “in crescita”, una crescita non solo anagrafica, ma soprattutto in spessore psicologico e morale, perché questi ragazzi cresceranno anche in virtù delle scelte, o delle non scelte, fatte.
Come dire… nessuno è segnato dalla nascita, ma ciascuno di noi ha in mano i fili per mutare e per condurre, consapevolmente o meno , il proprio destino. Ma il peso di questa scelta, poi spetta solamente a noi. L’agire umano non è mai neutro. Ogni nostra scelta produce degli effetti. Su di noi, sugli altri, sul nostro ambiente. Nessuno sopravvive da solo. Siamo tutti collegati, siamo tutti piccoli puzzle di un grande mosaico.
A me piacciono i romanzi corali proprio per questo: mi piace osservare e raccontare le dinamiche, i meccanismi, gli effetti domino delle nostre azioni, pensieri, parole, opere e omissioni. Insomma, mi piace ricomporre il puzzle.
Ecco, il messaggio che vorrei mandare è che tutti siamo artefici del nostro destino e che dovremmo per questo avere un po’ più consapevolezza e responsabilità per quello che siamo e per quello che facciamo.


D: Cosa intendi fare da grande? Ovvero, progetti per il futuro?

R: Da grande vorrei continuare a creare e a esprimere me stessa in tutti i modi possibili, con la scrittura, la grafica, la pittura, la fotografia e quello che scoprirò strada facendo. In fondo siamo qui per realizzare noi stessi e la forma più alta e nobile di realizzazione per ciascuno di noi è proprio la creatività su vari terreni e vari livelli. So solo che finchè avrò voglia di creare, io sarò viva.

È molto bello ciò che ti proponi, e le tue riflessioni mi hanno molto colpito. Sento che in te c'è una grande voglia di raccontare, di sicuro non ti fermerai a questo romanzo. Un enorme in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti!