domenica 14 aprile 2013

Intervista a Jolanda Buccella


Jolanda Buccella coltiva da sempre la passione per la scrittura, la lettura, il cinema e il teatro. Nel tempo libero ama seguire le partite del Milan, squadra per la quale tifa in modo sfegatato sin da bambina, e andare in giro per mostre e mercatini di antiquariato.

http://www.ciessedizioni.it/fortuna/




Il romanzo: Fortuna, il buco delle vite


Quando ci si accorge di essere vicini alla morte è quasi inevitabile tentare di fare un bilancio della vita che si è vissuta. Ed è proprio quello che tenta di fare “Fortuna”, la protagonista di questo romanzo mentre uno strano individuo, che assomiglia spudoratamente a un etereo angelo del Signore, la sta accompagnando verso il cortile dove verrà eseguita la sua condanna a morte. Soltanto che, a differenza di altri, Fortuna deve cercare di tracciare il bilancio di ben tre vite. È impossibile vivere tre vite completamente diverse l’una dalle altre? La storia di Fortuna ne è un raro esempio.
 

CASA EDITRICE: Ciesse edizioni
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012
GENERE: Narrativa
PAGINE: 592
PREZZO: 22,00 euro versione cartacea e 8,00 euro versione ebook


Disponibile in tutte le librerie, sui principali bookstore internet e sul sito Ciesse edizioni. 

E adesso, conosciamo questa giovane autrice...


D: Felice approdo ad Autori Sul Web! Per cominciare, ti va di parlaci un po’ di te e dei tuoi principali interessi?
R: Ho mille passioni che mantengono arzilla e vivace la mia anima, adoro leggere, cucinare, andare al cinema e al teatro, non perdo mai una mostra che trovo particolarmente interessante come l’ultima di Modigliani al Palazzo Reale di Milano e sono una tifosa sfegatata del Milan da quando avevo sei anni e mi innamorai pazzamente delle treccine di Gullit.

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Credo fortemente che ognuno di noi abbia un talento particolare, soltanto che non tutti sono così fortunati da scoprirlo e metterlo in pratica. La passione della scrittura mi è sempre appartenuta, non ho dovuto fare molta fatica a trasformarla in un romanzo, anche se per portarlo alla luce mi ci sono voluti cinque anni.

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Sinceramente non penso di essere stata influenzata dagli autori che solitamente leggo, anche perché sono mostri sacri della lettura e paragonarmi al loro modo di scrivere sarebbe un puro sacrilegio. Vorrei che un giorno il lettore leggesse i miei libri e riconoscesse il mio stile.

D: E ora occupiamoci del romanzo che proponi. Da dove scaturisce l’idea? Hai dovuto svolgere ricerche particolari?
R: Fortuna è nata assolutamente per caso, se l’avessi pianificata probabilmente non avrebbe avuto lo stesso trasporto emotivo che molti lettori già le riconoscono. Ho scritto di pancia, senza regole né imposizioni precise, anche se mi sono dovuta documentare molto sui temi che tratto nel corso della narrazione dai disturbi alimentari al genocidio ruandese del 1994. Ogni volta che scrivi un libro, prima deve esserci una ricerca seria e responsabile per non rischiare di scrivere sciocchezze.

D: I personaggi che hai creato da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: I personaggi del romanzo sono frutto della mia fervida fantasia. In tutti, come ho dovuto spiegare già molte volte, non c’è alcun riferimento autobiografico. E' difficile spiegare che cosa provo nei loro confronti, li considero un po’ come dei figli, perciò guai a chi me li tocca. Provo una simpatia particolare per Umberta Prima Rizzutelli, la nonna paterna di J. Fortuna, una donna forte e coraggiosa che ama godersi la vita nonostante viva in un piccolo paesino profondamente bigotto e maschilista.

D: Emozioni e considerazioni. Cosa hai voluto trasmettere al tuo pubblico?
R: Da quando è uscito questo romanzo sto provando un mare di emozioni inaspettatte dalla soddisfazione di vedere negli occhi dei miei genitori un particolare orgoglio allo stupore e alla gioa che provo ogni volta che leggo una mail di un lettore di Fortuna che mi ringrazia per avergli saputo regalare delle forti emozioni. La storia di Fortuna sicuramente è molto difficile, le sue vite le regalano dei dolori che a volte sembrano davvero insopportabili, ma lei riesce sempre ad uscirne più forte e pronta a lottare per la sua felicità. Perciò il mio è un messaggio di speranza: non può piovere per sempre, anche il peggiore dei temporali si esaurisce prima o poi.

D: Cosa ti piacerebbe fare da grande? Qualche progetto per il futuro?
R: Ormai è già un bel po’ di tempo che ho smesso di pianificare la mia vita, perchè tutte le volte che ho tentato di farlo è andata malissimo. Mi piacerebbe continuare a scrivere e riuscire ad arrivare a un pubblico di lettori sempre più ampio e, magari, comprare un piccolo pezzetto di terra in Toscana e iniziare a coltivare l’uva perché il vino è una delle mie tante passioni.
 

Ho trovato molto belle le citazioni e i sentimenti da cui scaturiscono. Non posso che augurarti la fortuna di vedere realizzati i tuoi splendidi progetti!