mercoledì 3 aprile 2013

Intervista ad Alessio Gallerani



Pubblicazioni: Rootworld, trilogia weird fantasy. Il primo tomo pubblicato nel 2008 per Domino Edizioni di Piacenza, la Trilogia completa pubblicata nel 2012 su Amazon e tutte le piattaforme italiane come ebook e su Lulu come cartaceo.

Game, death, match!, thriller sul tennis, pubblicato nel 2012 su Amazon e tutte le piattaforme italiane come ebook e su Lulu come cartaceo.

Alieni mannari, romanzo di fantascienza “trash”, o pulp come lo intende Tarantino, pubblicato nel 2012 su Amazon e tutte le piattaforme italiane come ebook e su Lulu come cartaceo.

Litania, romanzo breve di genere paranormal-storico, pubblicato in italiano e in inglese nel 2012 su Amazon.

Due racconti su altrettante raccolte 365 della Delos Book (Horror e Fine del Mondo).



Il romanzo: RootWorld (trilogia weird-fantasy)

Esistono funghi... intelligenti e parlanti? Mi prendi in giro? Assolutamente no.
Alida, gracile undicenne, viene risucchiata con cinque amici in RootWorld, mondo parallelo a forma di albero, popolato da quelle bizzarre creature e collegato alla Terra attraverso le radici di querce secolari.
Una guerra imminente rischia di distruggere quel mondo e avere terribili ripercussioni perfino sulla Terra. 
Come tornare indietro, alla nostra realtà? Per fortuna sul loro cammino trovano un terrestre disposto ad aiutarli, una vecchia stella del rock che si credeva scomparsa nel 1977...
Durante il viaggio Alida poco a poco capisce che il suo coinvolgimento nelle vicende di RootWorld non è dovuto al caso... 


CASA EDITRICE: Domino edizioni (I tomo) http://www.edizionidomino.eu
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2008 - 2012
GENERE: Weird-fantasy
PAGINE: 734 (totale dei tre libri della trilogia)
PREZZO: 3,99€ in ebook oppure 17,00€ in cartaceo

Amazon per l'edizione completa in ebook: http://www.amazon.it/ROOTWORLD-La-Trilogia-completa-ebook/dp/B008CPFNL6

Lulu per il cartaceo: http://www.lulu.com/shop/alessio-gallerani/rootworld/paperback/product-18095669.html


E adesso passiamo alle domande… 

D: Felice approdo ad Autori Sul Web! Per rompere il ghiaccio, ti va di parlaci di te e dei tuoi interessi?
R: Mi piace disegnare, amo l’acquarello e l’acrilico e il tratto a matita o china. Mi piacerebbe viaggiare un po’ di più di quello che faccio, mi piace leggere al mare sotto l’ombrellone perché sono meteopatico e mi fa schifo il maltempo, anche d’inverno. Ah, sì, mi piace scrivere. Sono ingegnere edile e ho una base di cultura classica dovuta alla frequentazione del liceo. Ho ripreso da poco a giocare a tennis con amici e faccio anche scherma storica.

D: Veniamo alla scrittura. Come nasce la tua passione narrativa?
R: Da sempre amo raccontare storie. All’inizio, da bambino, le raccontavo a me stesso quando ideavo gigantesche campagne con i soldatini sul mio tappeto e coinvolgevo gli amici. Poi anche quando disegnavo su ogni pezzo di carta che trovavo, anche lì narravo storie. Successivamente sono approdato al fumetto “fai da te” e all’illustrazione, a volte perfino con qualche piccola soddisfazione. Poi però mi sono reso conto che mi interessava di più la storia rispetto al disegno, e mi sono buttato sulla scrittura.
 
D: Quali sono i generi letterari o gli autori che più ti hanno influenzato?
R: Assolutamente la fantascienza in primis. Leggevo gli Urania degli anni ’50 di mio zio o addirittura me li facevo leggere quando non frequentavo ancora le elementari. Le mie prime letture, oltre alle favole classiche, erano la fantascienza e Topolino (il Topolino dei primi anni ’70, ci tengo a sottolinearlo). Sono sempre rimasto legato al fantastico e all’avventura. Sci-fi, fantasy, avventura, dai primi anni del nuovo secolo, anche action-thriller, italiano e internazionale. Questi sono i generi che preferisco, ma leggo anche molte altre cose e, tra i vari autori che non fanno parte di dei generi citati, ci sono Morozzi e Lansdale. Sono due dei miei autori di riferimento come scrittura. Umorismo e vena noir assieme. Ah, poi c’è Altieri, quello è un asso, il migliore nell’action-thriller, (che rientra anche tra i miei generi preferiti). Nella fantascienza amo molto Farmer e Asimov.

D: E ora addentriamoci nel processo creativo del tuo romanzo. Da dove nasce l’idea?
R: Bella domanda. Se lo sapessi... In realtà l’idea nasce da molte cose. Innanzitutto dal volerla cercare. Io VOGLIO scrivere una storia e cerco un’idea che mi possa piacere. Inoltre un’idea NON è un romanzo o un racconto, è solo un’idea, una larva della storia vera e propria. Bisogna cominciare a scriverla questa idea, a metterla nero su bianco per capire se nascerà una storia che starà in piedi senza puntelli, cioè una storia verosimile. E quando parlo di storia verosimile, mi riferisco a ogni genere letterario. Intendo dire una storia in cui i personaggi agiscano secondo logica, anche se sono in un mondo fantastico, completamente slegato dalla realtà.

D: I personaggi che hai ritratto da dove scaturiscono? Che sentimenti provi per loro?
R: I personaggi sono spesso legati a persone in carne e ossa, amici o conoscenti o personaggi pubblici a cui mi ispiro. Raramente creo da zero un personaggio, e in quel caso non sarà un protagonista della storia, ma solo un gregario. In ogni mio protagonista o co-protagonista metto almeno un pezzo della mia esperienza personale o di quella dei miei amici perché cerco, come dicevo prima, di dare una logicità alle sue azioni. Per quanto bene creiamo a tavolino la psicologia di un personaggio fittizio, questo si troverà in situazioni che richiedono esperienza vissuta (da te o da qualcun altro) per uscire da una determinata situazione. Si sente dire che i personaggi di un romanzo “ti prendono la mano” e agiscono come se avessero vita propria. Non ci credo, non è possibile: semplicemente a volte escono dal loro “profilo” psicologico creato a tavolino per sopperire logicamente a situazione create dalla storia mentre la si scrive. Io amo i miei personaggi perché nel momento in cui scrivo sono parte di loro.

D: Sensazioni e riflessioni. Che cosa hai voluto comunicare al tuo pubblico?
R: Divertimento e qualche ora passata lontano dai problemi del reale. Vuoi che ti dica che c’è un messaggio nascosto (o palese) in quello che scrivo? Non c’è, o perlomeno non ce lo voglio mettere. Se per caso qualcuno ci trova un “messaggio”, magari effettivamente c’è, ma l’ho scritto inconsapevolmente.

D: Cosa intendi fare da grande? Ovvero, progetti per il futuro?
R: Da grande mi piacerebbe fare lo scrittore.

Be’, come direi a un vero cavaliere Jedi, che la Forza sia con te!